Sul verde a Gioia si muovono le opposizioni. Un albero per ogni nascita

Mentre ancora ci si interroga sul futuro del pioppo, il gruppo politico di A Sinistra per il tramite del consigliere Rosario Milano, presenterà uno mozione con la quale lanciare la proposta di piantare un albero per ogni nato a Gioia del Colle.

Nel primo caso la vicenda ha assunto contorni squisitamente politici, dando l’impressione che la voglia o necessità di abbatterlo sia ad appannaggio di qualcuno, visto e considerato che manca la famosa relazione che supporti questa decisione dal punto di vista tecnico.

Nel caso della mozione del consigliere di opposizione, l’intento è quello di chiedere al sindaco l’attuazione delle prescrizioni della legge Bossetti (L. 10/2013), “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.

Del pioppo di via Donnola hanno detto e scritto in molti. In particolare la Bottega e Prodigio hanno chiesto di sgomberare la vicenda da ogni dubbio. E a tal proposito proprio il consigliere Donato Colacicco ha cercato di arrivare proprio laddove l’amministrazione si è fermata: chiedendo ad un tecnico la relazione circa la pericolosità dell’albero. Risultato? Secondo le analisi condotte dalla dott.ssa forestale Elena Gioscia di Andria le motivazioni legate al suo abbattimento sono insufficienti.

I consigliere comunali della Bottega, invece, hanno evidenziato elementi squisitamente politici, non tralasciando la confusione che sembra regnare sovrana in una maggioranza dove l’assessore all’Ambiente, Filippo Capurso sembra essere d’accordo con l’abbattimento, tanto quasi da sollecitarlo e ripromettendo anche di avvallare questa sua posizione con una relazione tecnica, di cui però ad oggi non si ha ancora notizia.

E’ chiaro che la questione del pioppo non è limitata solo alla vicenda in sé, ma costringe ad un’analisi politica di una maggioranza che sembra avvitarsi anche rispetto ad una decisione di questo tipo. Se è vero come si mormora, che cioè si voglia procedere al ritiro della delibera, allora la questione sarà ancora più complessa e la maggioranza di Mastrangelo dovrà forse rivedere un po’ la presenza sui social rispetto a quella nelle stanza in cui si fa politica.