Stangata d’autunno. Aumenta l’IMU

tassa-casa

Un aumento di 100 euro sulla prima casa, più di 200 sulla seconda in media. È la mazzata d’autunno che si è abbattuta sulle famiglie gioiesi dopo la decisione presa nel Consiglio comunale di alzare le aliquote dell’imposta municipale propria (Imu) al 5 per mille sulla prima casa e al 10,6 sulla seconda (fino ad ora l’aliquota era 4 per mille sulla prima e 7,6 sulla seconda).

L’aumento è passato con i voti favorevoli della maggioranza, mentre la minoranza ha votato contro. Enzo Cuscito non ci sta: “Non è stata fatta un’analisi dei tagli e sono stati spesi soldi che potevano essere risparmiati – dice il consigliere di Solidarietà e partecipazione – Siamo sicuri che l’aumento dell’Imu serva davvero a coprire i debiti e non ad aumentare determinati capitoli di spesa per gestire la stessa in modo clientelare?”. La sua coalizione ha proposto una raccolta firme per rivedere la delibera. Stessa iniziativa intrapresa da La destra che è già scesa in piazza con un banchetto per una petizione contro gli aumenti. “La gestione dell’emergenza andava affrontata meglio – dice Donato Lucilla per Pro.di.Gio. –. Occorreva fare una revisione della spesa e soprattutto ci vorrebbe una migliore gestione delle entrate, rivalendosi subito sui creditori. Perché, per esempio, non è stata fatta ancora un’azione per recuperare i crediti che il Comune vanta nei confronti dell’acquedotto e che ammonta a 1.200.000 euro?”.

Povia però insiste dicendo che l’aumento è necessario perché le casse sono vuote, il Comune è in una situazione finanziaria disastrosa e l’unica soluzione è l’inasprimento della pressione fiscale. “Se non avessimo dovuto pagare il debito della piscina l’Imu sulla prima casa sarebbe stata aumentata solo di mezzo punto – dice il consigliere del Pd Giovanni Vasco – L’opposizione fa demagogia perché la revisione della spesa si può fare quando c’è qualcosa da tagliare, ma in questo caso i capitoli erano vuoti. Se avessero letto le carte l’avrebbero capito”.

L’amministrazione si è impegnata in una serie di azioni che possano portare l’anno prossimo a rivedere le aliquote, almeno quelle riguardanti la prima casa. La strada da intraprendere, promette l’amministrazione, sarà quella di un’attività capillare di recupero dei crediti, la verifica delle destinazioni catastali dei locali commerciali, l’invito agli uffici a una maggiore attenzione nella gestione dei contenziosi e della riscossione dei crediti. Per questo è stata creata anche un’apposita commissione di studio composta da cinque consiglieri. La maggioranza inoltre valuterà l’ipotesi di una rimodulazione delle aliquote Irpef differenziandole meglio in base alle fasce di reddito.

About Massimo L'Abbate 1139 Articoli
Direttore Responsabile

Commenta per primo

Lascia un commento