In “Sere a Sud-Est” Pio Tarantini mostra la Puglia e il Salento

“Sere a Sud-Est” è la mostra che verrà inaugurata venerdì 8 giugno alle ore 18.30 preso il Chiostro del Comune di Gioia del Colle.
Al vernissage  interverranno
Pio Tarantini – Autore della mostra
Pio Meledandri – Curatore
Raimondo Musolino – Presidente di FOTOARTE
Alessandro Capurso – Art Director

Pio Tarantini (Torchiarolo, 1950) torna in Puglia con una mostra personale presso il Chiostro dell’ex Convento di S. Francesco (primi anni del secolo XIV) oggi sede del Comune di Gioia del Colle, dove presenta una selezione di fotografie dedicate al paesaggio pugliese e salentino in particolare.
Organizzata dall’Associazione ARTIEMIELE e curata da Pio Meledandri, la mostra vuole mettere in evidenza alcuni aspetti del paesaggio salentino, tra visioni e memoria di un autore profondamente radicato nel territorio dove è nato e ha trascorso la sua giovinezza fino al 1973, anno del suo trasferimento a Milano.
La selezione di opere in mostra da esporre, complessa e difficile, dovendo scegliere un numero limitato di fotografie da un archivio ricco e considerevole, è stata effettuata più che sui lavori noti e storicizzati dell’autore, soprattutto considerando gli aspetti di un paesaggio apparentemente minore, dove la rappresentatività dei luoghi passa attraverso “frammenti” significativi della visione quotidiana.
Luoghi ricchi di elementi forti della tradizione paesaggistica salentina e pugliese ─ le luminarie barocche, le pareti a calce in via di estinzione, il particolare aspetto materico dei manufatti di tufo ─ si intersecano in questo modo ad elementi attuali creando nuove visioni con rilevanti segni della presenza umana. Questa è declinata sia attraverso sfuggenti apparizioni di figure mosse ─ nell’ambito di una parallela e importante ricerca, “Imago”, portata avanti dall’autore da parecchi anni ─ ma anche attraverso un paesaggio sociale di persone partecipi a situazioni sia di vita quotidiana sia di avvenimenti più caratterizzati, così come in una fotografia emblematica, realizzata nel 2016 durante una festa religiosa, dove in una piazza piena di gente, centinaia di mani si alzano con i telefonini accesi a fotografare le luminarie.
È un paesaggio in rapido mutamento, come quasi dappertutto in un Paese economicamente avanzato come il nostro, se pur morso dalla crisi che attanaglia soprattutto il Sud, in cui la lettura fotografica dell’autore si dispiega nella sua preferita luce crepuscolare, tra documentazione diretta e allusione simbolica.

Orari: lunedì a venerdì ore 9-12 martedì ore 9-12 e 16-18 fino al 14 giugno 2018