Salta il Consiglio comunale sul Consolidato: centrosinistra non entra in Aula

Un Consiglio comunale surreale quello che non si è tenuto lunedì e che avrebbe dovuto approvare il Bilancio consolidato insieme ad una serie di debiti fuori bilancio. Doveva celebrarsi e invece un documento presentato dai Consiglieri comunali di centro sinistra all’inizio della seduta scompagina tutto, tanto che la maggioranza chiede una sospensione che da dieci minuti si allunga a due ore.

Maurizio Liuzzi, Filippo Martucci, Rosario Milano, Donato Paradiso e Milena Pavone decidono, infatti, di non entrare nemmeno in Aula.



“Una scelta così pesante vuole essere il segno di una ferma protesta contro le ripetute violazioni dei diritti dei consiglieri perpetrate, fin da quando si è insediata l’Amministrazione Mastrangelo, da parte del Presidente del Consiglio comunale Vito Etna”- scrivono in una nota. Secondo loro ci sarebbero state gravi violazioni che comprometterebbero le prerogative del Consiglio.

Etna, dicono, avrebbe convocato ancora una volta il Consiglio tre giorni prima e non cinque, ritenendo la seduta straordinaria pur dovendo trattare adempimenti di legge ordinati, obbligatori e inderogabili come il bilancio consuntivo, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, le indennità di carica. Questo, e il fatto che per lo mezzo vi erano due giorni in cui il Comune era chiuso, cioè sabato e domenica, ha ridotto la possibilità di esaminate preventivamente la documentazione da parte dei consiglieri, specialmente di quelli di minoranza. Di più, la documentazione, secondo regolamento doveva essere messa a disposizione 20 giorni prima per poterla approfondire. Questo lamentano, così come negli ultimi consigli, ma questa volta lo mettono per iscritto e rincarano dicendo che se il Consiglio si fosse celebrato, i consiglieri di centro sinistra avrebbero fatto ricorso al Tar per chiederne l’annullamento, compromettendone anche gli atti consequenziali.

“Tutti i punti portati in consiglio – afferma Donato Paradiso, a margine della seduta consiliare – sono arrivati in Aula senza il parere della I Commissione che è obbligatorio, anche se non vincolante. Come presidente della stessa commissione avevo proposto di riunirci venerdì sera, ma non è stato possibile, fino a che è stato proposto di riunirci prima del Consiglio. È importante sottolineare che i membri della Commissione non avrebbero avuto poi tempo di riferire alle proprie compagini quanto deciso pur su argomenti che non si ha avuto tempo di approfondire. Per questo motivo ho deciso di rimettere il mio incarico, vista la mancanza di rispetto che si riserva ai Consiglieri. L’Aula non è un luogo privato e questo valga anche per l’affissione del Crocifisso voluta dallo stesso Presidente Etna. Insomma, malgrado la mia esperienza, non ho ma vissuto esperienze simili”. “Si tratta di un ennesimo atto di sfida – ha evidenziato Maurizio Liuzzi – visto che la questione è stata sollevata tante volte”.

Intanto arriva l’appello e dopo alcune comunicazioni da parte del Consigliere Donato Colacicco, l’unico della minoranza rimasto in Aula,  si procede con la lettura del documento. Il Presidente Etna ne prende atto e chiede una sospensione annunciando di voler rimandare la seduta per coinvolgere tutte le forze politiche.



Passano oltre due ore e nel frattempo arriva anche il Sindaco, impegnato fuori.  La maggioranza torna in Sala con un documento di risposta con cui precisa in primo luogo che la convocazione del Consiglio è stata inviata nei tempi previsti per le sedute straordinarie secondo il regolamento che include anche i giorni festivi. Etna aveva anche preannunciato il 7 la data del Consiglio, chiedendo a Paradiso di convocare la Commissione. “il quale  – si legge – si era impegnato a convocare la stessa commissione in tempo utile per la regolare celebrazione del Consiglio Comunale ma, pur avendo raccolto la disponibilità degli altri tre componenti, non ha ufficializzato la convocazione”.

“Pertanto, con grande rammarico, – si legge – evidenziamo la mancanza assoluta di senso di responsabilità da parte dei consiglieri di minoranza Paradiso Donato, Liuzzi Maurizio, Milano Rosario, Martucci Filippo e Pavone Filomena, che, in maniera strumentale hanno deciso di non partecipare all’adunanza odierna, recando un danno all’intera collettività e costringendo l’Amministrazione, in assenza del legale dell’Ente, a conferire incarichi esterni, con aggravio di spese”, sottolineando la sola presenza di Colacicco.

“È del tutto evidente che, quanto accaduto quest’oggi, – conclude la nota – denota l’assoluta volontà da parte dei Consiglieri di minoranza, firmatari del comunicato presentato, di ostacolare l’approvazione di atti amministrativi urgenti ed utili al buon funzionamento della macchina amministrativa, inducendo il Pres. del Consiglio, Vito Etna, a rinviare la seduta odierna a nuova data”.

Il Consiglio comunale viene rimandato non senza qualche frecciata e a prendere le difese di Paradiso è Donato Colacicco: “Le colpe non possono essere attribuite a Paradiso, perché i problemi connessi alla non approvazione del Consolidato, come l’assunzione di un avvocato e quindi il ricorso a professionisti esterni con aggravio di spese, lo si sapeva da tempo. Il Comunicato della maggioranza non corrisponde al vero e mi sarei aspettato un minimo di autocritica da parte della maggioranza e della Presidenza del Consiglio”.

Ribatte il Sindaco Mastrangelo richiamando al senso di responsabilità dell’Assise che avrebbe dovuto approvare debiti fuori bilancio maturati negli anni scorsi e il consolidato che avrebbe permesso l’assunzione di specialisti nel Comune. “Non è quindi un problema di natura politica, ma tecnica, gravando le casse del Comune con l’individuazione di incarichi esterni. La prima commissione poteva essere tenuta questa mattina, come è successo tante volte. Oggi potevano essere votati i debiti fuori bilancio e rimandato il Consolidato per cui, se si vuole, vi prenderete 20 giorni”. “Del resto – aggiunge l’assessore al Bilancio, Giuseppe Gallo – nella scorsa amministrazione più volte come membro della prima commissione ci siamo riuniti a poche ore dal Consiglio. Il percorso del Consolidato è stato tortuoso e qualcuno ha voluto strumentalizzare la situazione

Di fatto il documento della maggioranza segna uno strappo deciso e marcato con la minoranza di centro sinistra e praticamente con tutta l’opposizione, se anche Colacicco prende le distanze dai toni usati dalla maggioranza. In altre parole, l’auspicata collaborazione e apertura promessa all’indomani della campagna elettorale, sembra ancora molto lontana