Pavone lascia la presidenza della commissione: “Un ruolo solo di facciata”

Il consigliere comune della Bottega Milena Pavone aveva di fatto preannunciato le sue dimissioni durante l’ultimo Consiglio comunale celebratosi a Gioia del Colle da Presidente della Terza Commissione consiliare, riservata ai servizi sociali, sanità, scuola e cultura, beni culturali e ambientali, sport, turismo e spettacolo. Qualche giorno dopo, nonostante le richieste di ripensarci, ha ufficializzato la sua decisione.



Quali motivazioni l’hanno indotta a lasciare la presidenza della terza commissione?
Ho avuto dubbi sin dall’inizio perché la scelta di individuare i presidenti tra l’opposizione, mi è sembrata solo una cosa di facciata, una sorta di cortesia istituzionale e di fatto si è rivelata tale visto che la tanto millantata partecipazione non vi è.

Nel corso dell’ultimo Consiglio lei è stata firmataria di una interpellanza sulla questione “teatro”. E’ soddisfatta circa le risposte ricevute?
Questa interpellanza nasce dal fatto che credo che un assessore alla Cultura avrebbe dovuto avere come priorità quella del teatro, vista anche l’importanza che ha per Gioia e che non avrebbe dovuto essere un argomento da affrontare pochi giorni prima. Avevo per questo circostanziato alcune domande che di fatto non hanno avuto risposta perché l’assessore non è entrato nel merito della questione. In realtà sarebbe stato sufficiente condividere tutto il discorso in commissione e non si sarebbe arrivati a dover porre delle domande in aula.

Dunque la commissione Cultura non ha affrontato l’argomento “stagione teatrale”?
In commissione, per la verità, non arriva nulla e da questo stato di cose scaturiscono le mie dimissioni. Non si tratta di un capriccio, ma io le cose di facciata non le accetto. L’azione dell’assessorato alla Cultura sembra invece solo essere di facciata e c’è grossa confusione anche rispetto a chi lavori a teatro e a che titolo. Anche dell’organizzazione del Natale non abbiamo saputo nulla in commissione. In ragione di questo ho sentito il mio ruolo svuotato del senso che avrebbe dovuto avere. E’ probabile che con un presidente di Commissione della maggioranza si riesca a lavorare meglio.

Una discussione in aula circa la stagione teatrale, di fatto, c’è stata. In particolar modo il sindaco ha dato risposte e motivato alcune scelte. Evidentemente il tutto non lo ritiene comunque sufficiente.
Per la verità trovo aberrante che un sindaco e un assessore dicano che non si è riusciti a mettere d’accordo le associazioni circa la possibilità che fosse loro affidata la gestione dei servizi. Le due associazioni in questione fanno cose diverse e non ritengo fosse necessario che si mettessero d’accordo, ma avrebbe dovuto essere l’assessore a dettare il programma di lavoro al quale gli altri avrebbero dovuto adeguarsi oppure si sarebbe dovuto pensare ad un bando di gara. Ma nulla di tutto ciò è accaduto, fermo restando che sono scelte politiche che non necessariamente devono essere condivise ma che sarebbe stato opportuno quantomeno affrontare in commissione e non mettere anche noi, membri della stessa, davanti al fatto compiuto durante una conferenza stampa.