L’analisi del nuovo piano industriale Spes

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La recente presentazione del Piano Industriale (P.I.) della SPES è l’occasione per sviluppare alcune considerazioni sui futuri indirizzi della società partecipata dal comune che effettua il servizio di gestione dei rifiuti urbani (art. 181 del D. Lgs 152/2006).

Il P.I. analizza nel dettaglio il sistema attuale di gestione dei rifiuti (raccolta, trattamento e smaltimento) e del servizio di spazzamento stradale, evidenziandone costi, personale e mezzi utilizzati, carenza della pianta organica.

Il P.I. propone poi alcuni scenari di sviluppo del servizio, con puntuale riferimento ai più recenti dettati normativi (fra cui la previsione d’incremento dell’ecotassa regionale per i comuni meno virtuosi, che passerebbe dagli attuali 7.5 €/tonn. pagati dal comune per ogni tonnellata di rifiuto indifferenziato smaltito a 25.82 €/tonn. dal 2013 per i comuni che non raggiungeranno nel 2013 il 40% di R.D.), illustrando tre diversi scenari per il sistema di spazzamento stradale e due diversi scenari per la gestione dei rifiuti, ciascuno con due varianti, relative all’utilizzo di una ditta esterna – come oggi avviene – per la logistica (pesature, trasporto rifiuti al recupero/smaltimento) ovvero all’internalizzazione di detto servizio, previa acquisizione della necessaria dotazione di personale e mezzi.

Il presente contributo non intende entrare nel merito del servizio di spazzamento stradale, né analizzare le varianti di scenario relative alla logistica (che sono praticamente ininfluenti sul costo totale del servizio, consentendo semmai su una maggiore autonomia, nel caso di internalizzazione della logistica), ma analizzare gli scenari ipotizzati per il sistema di gestione dei rifiuti, a partire dagli obiettivi individuati per arrivare ai costi previsti per abitante-anno.

Gli scenari ipotizzati sono due:

1. Obiettivo temporale 2013-2015: Raccolta differenziata > 50%
2. Obiettivo temporale 2016-2017: Raccolta differenziata >65%

Va rammentato che al 2011 la raccolta differenziata (RD) nel comune di Gioia del Colle si è attestata al 25.8%, e che l’obiettivo fissato dalla normativa nazionale (D. Lgs. 152/06) è del 65% al 31/12/2012. Gli scenari sono caratterizzati dai seguenti dati salienti:

SITUAZIONE ATTUALE:
Personale occupato: 25 unità (21 operai, 3 amministrativi, 1 Dirigente) Personale occorrente (con l’attuale sistema di gestione): 42 unità (38 + 3 + 1) Livello di R.D: raggiunto: 25.8% Costo annuo per cittadino: 149 €/ab*anno (proiezione a 175.5 €/ab*anno per aumento ecotassa)

SCENARIO 1:
Personale occorrente: 62 unità (58 operai – di cui 7 per CCR -, 3 amministrativi, 1 Dirigente) Livello di R.D: raggiunto: 53.6% Costo annuo per cittadino: 175.5 €/ab*anno

SCENARIO 2:
Personale occorrente: 83 unità (79 operai – di cui 7 per CCR -, 3 amministrativi, 1 Dirigente) Livello di R.D: raggiunto: 65.7% Costo annuo per cittadino: 210.4 €/ab*anno

In entrambi i casi è prevista la realizzazione del Centro comunale di raccolta (CCR), i cui costi di realizzazione sono esclusi dalle previsioni di scenario (la Regione Puglia ha attuato negli anni scorsi una massiccia campagna di finanziamento ai comuni per la realizzazione dei CCR).

Vengono inoltre prospettati alcuni interventi (trasferimento sede e realizzazione CCR in zona artigianale, valorizzazione energetica della frazione organica della R.D.) sui quali rimandiamo l’analisi ad un momento successivo).

Va detto ancora che sono previsti sia non trascurabili utili d’impresa che forme di incentivo ai cittadini (da definire) che possono avere un’incidenza, sia pur limitata, nel senso della riduzione del costo pro capite.

Premesso che un’azione mirata per l’incremento della raccolta differenziata è divenuta davvero improcrastinabile (anche il precedente CdA della SPES aveva predisposto un programma di interventi che, benché più sintetico, andava sostanzialmente nella stessa direzione), ci preme esaminare il P.I. alla luce del Rapporto Rifiuti ISPRA 2012 (http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/rifiuti2012/capitolo6.pdf – dati riferiti all’anno 2009).

Dal Rapporto si evince che Il costo totale pro capite annuo cresce con la quantità di rifiuti pro capite prodotti (considerazione ovvia, ma è utile per ricordare che la prima azione deve essere quella volta a LIMITARE LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI, come recita il citato art. 81 D. Lgs. 152/2006).

Nei comuni e consorzi con popolazione superiore a 30.000 ab. (non molto dissimile da Gioia) il costo medio di gestione per kg. di rifiuto indifferenziato è pari a 17.52 €cent/kg., mentre il costo medio di gestione per kg di rifiuto differenziato è pari a 14.63 €cent/kg. Il costo totale è pari a 28.21 €cent/kg., con una media di R.D. di 34.9% sul campione analizzato, molto rappresentativo (24.603.693 abitanti – par. 6.3.4).

Il costo annuo diretto pro capite di gestione dei rifiuti DIMINUISCE CON L’AUMENTO DELLA PERCENTUALE DI R.D., come si evince dalla figura seguente.
(Fonte: Rapp. Rifiuti ISPRA 2012 – Fig. 6.16)

Questa notizia appare la più interessante, non tanto perché contraddice l’affermazione riportata nel P.I. (p.to 5 pag. 110): “l’aumento della raccolta differenziata oltre il 40-50% determina incrementi del costo del servizio più che proporzionali. Questa fondamentalmente la ragione per cui molti Comuni (anche di non piccole dimensioni) spesso non dispongono delle risorse necessarie per conseguire i livelli di raccolta differenziata superiori al 65%…”, quanto perché mette in discussione sia i numeri del P.I. (costi in sensibile crescita per lo scenario 2 rispetto allo scenario 1) sia gli stessi obiettivi di R.D. che appaiono modesti, sia in relazione agli obiettivi minimi di legge (65% al 31/12/2012) sia in relazione ai risultati raggiunti in tempi rapidissimi da altri comuni (per tutti Rutigliano, balzato in pochi mesi ben oltre l’80% di R.D.).

Ancora, si rileva (cfr. Tab. 6.11) che il costo medio annuo per abitante, per la classe cui Gioia appartiene (15.000-50.000 ab.) è di 108.68 € in Puglia, 133.41 € nel Meridione, 131.49 € al Nord, 153.53 € al Centro, e 135.94 € in Italia.

Un costo sensibilmente più basso rispetto a quello di Gioia, che dovrebbe tendere ulteriormente a decrescere, per le considerazioni sopra svolte, con l’aumento della percentuale di R.D.

Appare quindi necessario, a modesto avviso dello scrivente, un approfondimento, prima di dare l’OK ad un piano che, per quanto ottimamente articolato, all’esame dei numeri sembra promettere obiettivi modesti e costi in aumento per i cittadini.

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