Interpellanza Cuscito-Lucilla su vicende edilizie

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Ancora polemiche intorno all’ufficio Tecnico, ma questa volta non riguardano l’assunzione dell’ing. Laruccia, ma gli ex dirigenti del settore.
Stamattina, 12 novembre, i consiglieri Enzo Cuscito e Donato Lucilla hanno presentato un’interpellanza sulla delibera riguardante l’assunzione, da parte del Comune, della difesa degli ex dirigenti Antonio Cirsella e Pietro Milella, per avvisi di garanzia relativi a vicende edilizie di alcuni anni fa.
Il consigliere di Solidarietà e partecipazione e quello di Pro.di.Gio. chiedono al segretario comunale, Giuseppe Dioguardi, tutti gli atti propedeutici alla delibera di giunta relativa all’assunzione della difesa, compresa la documentazione della Procura della Repubblica inerente gli avvisi di garanzia con relative motivazioni e nomi degli indagati coinvolti.

Cuscito e Lucilla, soprattutto, parlano di “stranezza” relativamente all’atteggiamento dell’assessore all’Ambiente e alle Politiche giovanili Giuseppe Lenin Masi. “Risulta assente alle 13 a questa delibera e presente ad altre due, sempre alle 13 – dice Enzo Cuscito –. Ma l’aspetto più inquietante è il motivo dell’assenza. Quale? Impegno improvviso o altro? Poiché, come temiamo, vi siano altri sostanziosi motivi, è giusto che l’amministrazione, in nome della trasparenza, comunichi le ragioni che rendono l’assessore impossibilitato a partecipare al voto. Sarebbe un valido e urgente motivo di discussione e di analisi per tutta la comunità che, come il resto del Paese Italia, è dinanzi ad un bivio politico ed etico senza precedenti“.

Nell’interpellanza i consiglieri chiedono le motivazioni di questa presenza-assenza e il perché Masi si sia allontanato dalla seduta. “E’ diritto degli scriventi – dicono Cuscito e Lucilla – essere messi al corrente di ogni eventuale conflitto di interessi gravante su figure istituzionali come gli assessori tali da impedirne l’esercizio della propria funzione pubblica. E’ nostra preoccupazione costante pretendere dall’amministrazione la massima trasparenza e nella gestione della res publicae degli amministratori chiamati ad esercitarla. Affinché non sussista quella commistione fra carica pubblica ed interessi personali, tale da offuscare l’adempimento, ‘con disciplina ed onore’, come recita l’art. 54 della Costituzione, delle funzioni pubbliche che sono loro affidate“.

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