Elezioni: oltre a slogan e insulti ci sono anche le idee per la città?

Con una determina del 22 aprile scorso (n.55) il Comune di Gioia del Colle ha dovuto liquidare la somma di 5400 euro all’Agenzie delle Entrate per aver ritardato il versamento dei tributi con il modulo F24. L’istruttore contabile addetto alla trasmissione del file era ricoverato in ospedale e quindi impossibilitato a effettuare il pagamento.

Ci saremmo aspettati un coro unanime di sdegno ed indignazione da parte delle forze politiche che stanno per presentarsi alle elezioni, per l’ennesimo episodio di mala burocrazia che fa perdere soldi al Comune. Invece sembrano tutti impegnati ad insultarsi sui social network e ad apparire onesti e puri, al punto da non rendersi conto di quale sia lo stato del nostro Comune, ammesso che si abbia ancora a cuore il posto in cui si vive.

Gli attuali dipendenti del Comune hanno una età media che va dai 55 ai 65 anni. E’ gente anziana e demotivata ovviamente poco adatta alle nuove rivoluzioni in atto negli enti pubblici. Non è proprio dietro l’angolo quella rivoluzione digitale paventata incautamente da qualcuno.
Abbiamo una classe burocratica inadeguata per le sfide del futuro e questo è il cuore del problema. Nel recente passato l’amministrazione è ricorsa a discutibili esternalizzazioni del servizio tributi e alla gestione dell’ente con le figure apicali piuttosto dei più opportuni e qualificati dirigenti.
Quali soluzioni prospettano i nostri candidati sindaci a riguardo?

In questa campagna elettorale fondata sull’insulto reciproco a chi è più o meno onesto, a chi è più eticamente specchiato, ci sarà anche spazio per la sostanza, per i progetti concreti e realizzabili per la città?

Spero di non dover leggere nei programmi elettorali il ventennale slogan sulla “valorizzazione del centro storico”, tanto per fare un esempio. Prima o poi arriverà qualcuno che ci spieghi invece “come” si valorizza un centro storico, con quali progetti e soprattutto con quali risorse?

Le risorse, questo sì che è un bel tema. Soldi non ce ne sono più, i trasferimenti dello Stato sono finiti. Si va verso la tassazione di scopo. Se vuoi una piazza o una strada devi vessare i cittadini con nuove tasse.
Ecco perché ora più che mai servono persone competenti a gestire la cosa pubblica. E come si diventa competenti? Studiando, informandosi, cercando storie e modelli efficienti in Italia e nel mondo.

Al momento non mi sembra di aver visto sulla piazza futuri governanti di questo livello. Da una parte chi ci ha governato negli ultimi anni è stato incapace di rimanere in piedi per un’intera legislatura (da Mastrovito a Longo fino a Povia), dall’altra i nuovi non fanno che proporci il modello dell’onestà e legalità perché trovare soluzioni definitive è molto difficile.

E’ semplice dire che si è onesti e più onesti degli altri, perché non si è mai governato (alcuni di questi peraltro hanno pure governato ma pare lo abbiano dimenticato).
Le responsabilità politiche di chi ha governato in questi ultimi anni sono enormi, tipiche di chiunque gestisca il potere per tanto tempo e vuole mantenerlo. E’ naturale che nel tempo la spinta propulsiva e l’innovazione lascino spazio solo al mantenimento della gestione. Ma il nuovo non lo si raccoglie dal fondo del cilindro, serve tempo, dedizione e soprattutto un lavoro di squadra, di persone che sappiano stare insieme.

Sono pronto a scommettere che torneremo alle urne nella primavera del 2018 perché nessuna coalizione mostrerà la capacità e la solidità per governare. Le alleanze con maggiori possibilità di vincere sono tutte composte da gruppi eterogenei basati sull’unico scopo di vincere. Questo accade quando si mette al primo posto il proprio ego, l’interesse personale ad essere eletto e non un progetto comune, una visione complessiva e collettiva di città.

Queste sono le prime vere elezioni della storia cittadina consumate sui social network. A maggior ragione candidarsi è prima di tutto celebrazione dell’io e non amore per la cosa pubblica.

Molti non sanno nemmeno la differenza tra consigliere comunale ed assessore e come funziona un Comune.

Intanto sullo sfondo la città langue, le attività chiudono e il futuro diventa sempre più fosco.

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