Gli extracomunitari della Stazione trasferiti a Bari

Vanno via gli extracomunitari da Gioia del Colle. Gli ospiti del Centro di Accoglienza Straordinario della Stazione ferroviaria chiude. I “neri della stazione” oggi sono stati trasferiti a bordo di un pullman nel  Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Bari.

Avendo carattere di straordinarietà, in realtà la cessazione dei Cas come quello di Gioia, tra gli ultimi a chiudere, era prevista da tempo.

Il trasferimento è scattato alle 8 alla presenza di diverse pattuglie di carabinieri anche in borghese. Era presente il Comandante della Compagnia dei carabinieri di Gioia, Ennio Maglie, che ha sempre garantito, insieme al Comandante di Stazione Antonio Di Lorenzo, la sicurezza e una civile convivenza tra gli ospiti e la Città.

Gli ospiti, meno di centinaio, non hanno opposto alcuna resistenza anche se al Cara la situazione per loro cambierà: vivranno in spazi comuni mentre le famiglie potrebbero non godere della stessa intimità.

Legalmente i migranti richiedenti asili godranno degli stessi diritti che avevano a Gioia, ma con una minore elasticità sugli orari. In quanto richiedenti asilo, potranno quindi continuare a muoversi liberamente sul territorio. Potranno infatti rimanere a Gioia del Colle coloro che con esplicita richiesta rinunciano alle tutele del Cara. Proprio in queste ore infatti alcuni migranti potendo vantare un piccolo guadagno stanno tentando di trovare casa a Gioia, a dimostrazione che molti si erano già perfettamente integrati in Città. Alcuni di loro hanno anche iscritto i propri figli nelle scuole gioiesi. 

Le procedure di trasferimento si sono svolte nel massimo ordine e tranquillità, nessun problema di ordine pubblico, del resto erano tutti consapevoli della situazione. Ex compagni del Cas sono venuti a salutare coloro che partivano e alcuni di loro, abbracciandosi, sono crollati in un lungo pianto. Altri erano felici di andarsene, forse nella speranza di trovare nuove possibilità di integrazione e di lavoro.

Hanno riempito di valige e di borsoni il pullman e sono andati via “i neri della stazioni”.