Daniela De Mattia: il nuovo PUG il mio rammarico

All’indomani della fine prematura dell’amministrazione comunale Lucilla, a causa della non approvazione del Bilancio nei termini imposti dal Prefetto di Bari, abbiamo voluto ascoltare l’ex assessore Daniela De Mattia, con delega alle Politiche Urbanistiche, Risorse e Promozione del Territorio, Decoro Urbano e Mobilità.

Innanzitutto, perché questa l’Amministrazione Lucilla è terminata prima della sua scadenza naturale?
Occorre analizzare due concetti su cui credo si sia dibattuto tanto: quello della competenza e quello della responsabilità.
Il concetto di competenza è stato spesso frainteso, anche dai tre consiglieri che alla fine non hanno appoggiato la maggioranza. Che cosa compete ad esempio al ruolo che si svolge, sia esso Sindaco, Assessore o Consigliere è ben codificato. Se si confondono i ruoli probabilmente o non si ha conoscenza del Testo unico degli Enti Locali o si vuole strumentalizzare il nemico politico. Ad esempio, non è possibile confonde il compito dell’assessore con quello del funzionario, sperando che il primo possa firmare un atto: si ingenera confusione. La giunta è un organo collegiale che serve a perseguire l’indirizzo politico del programma di mandato. I consiglieri partecipano all’azione di indirizzo anche all’interno delle commissioni, dove si è lavorato tanto in questi 22 mesi, compiendo spesso un lavoro propedeutico al Consiglio comunale.
Ad esempio, sul famoso Documento unico di Programmazione, la Commissione preposta si è espressa favorevolmente, perchè non presentava illegittimità e perchè rispettava il programma di mandato. Però poi alcuni membri di quella commissione o hanno votato contro o si sono astenuti  in Consiglio comunale, facendo cadere l’amministrazione. E per quale motivo dunque si farebbe cadere un’amministrazione? Perché ci sono incompatibilità caratteriali? La si fa cadere, per me, per due motivi: perché non sta seguendo il programma e quindi sta tradendo il mandato elettorale o sta compiendo degli atti illegittimi gravi che possono avere ricadute sulla Città. In entrambi i casi c’è modo di sollevare il problema per tempo.

Ci si chiede ancora perché Rosa Addabbo si sia astenuta sul Dup, propedeutico al Bilancio. La ex Consigliera ha parlato di segnale forte e di dissapori che andavano avanti già da qualche mese e poi sulla sua ferma volontà di avere un assessore al bilancio.
Anche se ci fosse stato un assessore ad hoc, non avrebbe potuto sostituirsi ad un funzionario.  Tra l’altro vorrei sottolineare un dato Per la prima volta abbiamo un bilancio realizzato con tutti i funzionari di settore, vale a dire che tutti sapevano quanto era prevista per loro. Insomma possiamo definirlo un bilancio partecipato con tutti gli uffici. Ecco perché in questa fase la figura dell’assessore non l’ho vista come essenziale. Ero più propensa per una figura tecnica all’interno dello staff del Sindaco.

Cosa se ne deduce?
Aspetto il bilancio consuntivo di luglio perché da una prima ricognizione è risultato che si sarebbero potute sbloccare cifre importanti.
Ecco perché giugno 2019 diventa molto più interessante di giugno 2016. Vale a dire che con lo sblocco di cifre e la soluzione di diverse situazione, l’arrivo di 5 milioni di euro di finanziamento, potremmo vedere una città cambiare.
In questi mesi ho visto infatti una città che stava reagendo molto bene. In questi due anni si è voluta dare la possibilità a tutti di esprimersi, di entrare a contatto con le istituzioni, di partecipare attivamente ai processi di progettazione. Non dobbiamo scordare che noi abbiamo vinto al ballottaggio, di conseguenza avevamo una porzione della Città che chiedeva un indirizzo diverso. Erano del tutto fisiologici il dissenso e le critiche di molti. Mi chiedo però perché le opposizioni non hanno portato all’interno del loro consiglio parte del loro programma.

La coordinatrice di Forza Italia, Antonella Spinelli, ha però affermato che i primi tempi il suo gruppo ha dato comunque appoggio ai vincitori, proprio per rispettare la volontà popolare.
Era troppo presto. Ora ci sono tanti problemi risolti. È partita la differenziata porta a porta, è stato risolto il problema Spes, non si vincevano soldi per la programmazione regionale e nazionale da tanto tempo, cantieri che si stanno avviando, conti in ordine.
Insomma giugno 2019 è decisamente meglio di giugno 2016, quello del nostro insediamento.

Ma possibile che da parte vostra non ci sia mai stato un errore, vi è stata rimproverata poca attitudine al confronto, ad esempio?
Gli atti di indirizzo sono sempre stati condivisi. Dopo la costituzione del gruppo misto noi abbiamo addirittura creato una piattaforma in cui mettevamo in condivisone ogni singolo atto e tutto il suo iter. Poi però nelle riunioni di maggioranza non erano mai tutti presenti. Eppure tanti i consiglieri comunali si sono messi in gioco e hanno lavorato tantissimo come Giovanni Fraccalvieri sullo statuto comunale o Elisabetta Anelli sul contenzioso e con loro Vito Emilio Capodiferro, Nicola Romanelli, Miche Gaudiomonte, Mimmo Castellaneta.
È vero, nel primo anno, forse per i toni da campagna elettorale che si sono protratti anche dopo le elezioni, ci siamo forse un po’ chiusi. Successivamente abbiamo cominciato a lavorare sulla comunicazione. Dopo l’estate ci sarebbe stato un bilancio di metà mandato anche sulla squadra di giunta.

Qual è la cosa che rimpiange di non aver fatto?
Il Pug. In Bilancio avevamo addirittura posto una voce per l’istituzione dell’ufficio di piano. L’obiettivo era portarlo in Consiglio comunale a fine mandato. Anche sul Regolamento edilizio si stava lavorando bene e anche alacremente.

La cosa invece che l’ha inorgoglita di più?
Mettere in porto diverse progettualità su cui abbiamo ottenuto finanziamenti per 5 milioni di euro.

Quando avete incontrato il Commissario qual è stata la sua priorità?
Sicuramente la questione Coop. Ora occorre l’ok del Commissario e dei suoi poteri di Consiglio Comunale per trasmettere immediatamente tutto in Regione.

Continuerà ad avere  un ruolo in politica?
Voglio proseguire ancora nel lavoro iniziato nel 2012 per una politica fatta sui principi, cittadini attivi. In Prodigio continuiamo a vederci e a lavorare. Dopo la caduta dell’amministrazione, il progetto rimane ancora valido ed ha dimostrato che si può amministrare in maniera differente. Il progetto potrà addirittura aprirsi ancora di più, arricchita dall’esperienza amministrativa.