Covid 19/ Tamponi rapidi a Gioia, si ipotizza al PalaCapurso

Al Sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo è giunta la richiesta da parte del referente dei medici di famiglia dell’Ordine, il dottor Luigi Donvito e del Direttore di Distretto facente funzione dottor Domenico Chiarelli circa la possibilità di individuare un’area in cui poter effettuare test rapidi.




Questo mentre si cerca ancora un accordo coi medici di base perché possano fare i tamponi rapidi in un ambiente protetto e si cerca di capire sul tavolo regionale come e soprattutto dove verranno fatti i test antigenici il cui esito di eventuale positività al Covid-19 dovrebbe arrivare in 15. In ogni caso il Distretto sanitario di Gioia del Colle ha cominciato a muoversi.

“Mi hanno chiesto se fosse possibile individuare un’area dove poter effettuare i test rapidi in sicurezza” spiega il sindaco Mastrangelo che aggiunge: “È importante conoscere tuttavia ancora le modalità in cui si dovrebbe svolgere il servizio: ad esempio se occorre uno spazio chiuso o è sufficiente uno spazio aperto come gli attuali Drive in, vista anche la stagione invernale che si sta avvicinando”.

“Io – prosegue- ho dato la piena disponibilità. Si pensa all’area del PalaCapurso, individuando un ingresso e una uscita dedicata, ma occorre capire se serve uno spazio al chiuso, seppur ridotto. Tuttavia, ripeto, prima di ogni decisione, occorre capire le modalità con cui decideranno di operare”.

Mentre si discute di questa possibilità, domattina per il quinto sabato di seguito nell’area dell’ex pronto soccorso, saranno effettuati altri 150 tamponi attraverso il Drive trought. Una equipe di quattro persone tra medici e infermieri, si occuperà di effettuare tamponi che saranno poi processati al Policlinico oppure a Castellana Grotte.

La diffusione della notizia ha in qualche modo fatto credere a molti che una postazione di Drive in potesse consentire l’effettuazione di un tampone su base volontaria. Così non è, ma i medici e gli infermieri sono costretti a perder molto tempo per spiegare alle tante persone che accorrono chiedendo un tampone, che questo può accadere solo se presenti in una lista, redatta sulla base della segnalazione del medico di base se si ravvisa una sintomatologia sospetta o sulla base del fatto che si è entrati in contatto stretto con pazienti già positivi.