Covid-19/ Il Comune organizza una Messa per benedire i gioiesi, ma scoppia la polemica

Domenica 3 maggio alle 10, nella Chiesa di San Francesco ci sarà Messa, ma a porte chiuse e su iniziativa del Comune di Gioia del Colle.


La funzione sarà dedicata alla Città e alla salute dei suoi abitanti e al termine don Tonino Posa impartirà la benedizione in Piazza Plebiscito insieme al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e al Presidente del Consiglio.

“La benedizione – si legge nella nota del Comune – sarà impartita al centro della piazza principale del nostro paese e rivolta in direzione degli originari quattro accessi alla città, come segno beneaugurante di salute e di prosperità per i nostri concittadini”, inoltre si invitano i cittadini che vivono in Piazza ad adornare i propri balconi, mentre solo ed esclusivamente coloro che hanno un profilo Facebook potranno seguire l’evento in diretta dai profili del Comune di Gioia e di don Innocenzo Mondelli. Per cui gran parte degli anziani saranno esclusi.

“Con la volontà di rievocare l’antica tradizione della “benedizione dei quattro venti”, – si legge – invochiamo il Signore a proteggere la città da ogni male, e salvaguardare la salute dei suoi abitanti dalla terribile pandemia che nelle ultime settimane sta minando la libertà e la vita di ognuno di noi”, una tradizione però di cui non si fa menzione nei testi sulla storia di Gioia del Colle. Assai probabilmente si tratta della tradizionale benedizione dei quattro punti cardinali che veniva impartita durante la celebrazione del Corpus Domini, che quest’anno cade il 14 giugno.

Durissima la replica dell’Associazione “Città di tutti – La Bottega”, che definisce l’iniziativa “improvvida e illegittima”, perché al 3 maggio non è ancora consentito svolgere messa con la presenza fisica dei fedeli così come “confermato dallo stesso Papa Francesco con il rimprovero pubblico ai vescovi che scalpitavano per anticipare queste date”, sottolinea la Bottega. In realtà la Messa a porte chiuse e con il celebrante e il lettore sono consentite dai provvedimenti di contenimento della pandemia da Covid-19.

Dopo una sferzata al Presidente del Consiglio, Vito Etna, che ha voluto il Crocifisso nella Sala Consiliare, l’associazione ricorda che il Sindaco e l’assessore ricoprono il loro ruolo per volontà popolare ma nel rispetto dei principi sanciti dalla legge, primo fra tutti la laicità dello Stato.

“Certo, hanno previsto uno streaming sulle pagine facebook del Comune – termina la Bottega – per chi volesse assistere da lontano all’evento ma, ci chiediamo, come è possibile che da un anno ormai non si riesce a organizzare la diretta web delle sedute del Consiglio comunale e da mesi quest’ultimo non viene convocato su alcuna piattaforma virtuale, mentre in meno di 48 ora è possibile farlo per la visibilità personale di cui hanno estremo bisogno i nostri amministratori?”.

 

foto di repertorio