Boscia: l’ipotesi-choc del ricercatore gioiese sulla Xylella

Il batterio della Xylella, che sta distruggendo gli ulivi nel Salento e che rischia di espandersi anche in altre zone della Puglia, potrebbe essere stato importato dall’estero. Sulla vicenda indaga la Procura di Lecce.

Il sostituto procuratore, Elsa Valeria Mignone, ha aperto un fascicolo contro ignoti per “introduzione colposa di malattia della pianta”. Sull’argomento ha già ascoltato il commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti, e nei prossimi giorni sentirà altre sei persone informate sui fatti tra cui il ricercatore di Gioia del Colle, Donato Boscia, che lavora al Cnr di Bari.

Boscia da anni studia la Xylella e la sua ricerca ha portato a una ipotesi choc che riferirà al magistrato. “L’ipotesi che la Xylella – dice Boscia al Corriere del Mezzogiorno – sia stata introdotta attraverso le piante ornamentali importate dal Costa Rica non solo è valida, ma si rafforza in virtù di alcune valutazioni che riferirò al sostituto procuratore quando sarò ascoltato”. In tal caso i magistrati potrebbero avviare verifiche su chi avrebbe dovuto controllare la non contaminazione delle essenze vegetali provenienti dal Costa Rica.

L’altra ipotesi investigativa su cui si sta lavorando è quella dell’introduzione del batterio nel corso di un convegno organizzato a Lecce dallo Iam, l’Istituto agronomico mediterraneo. Indagini difficili visto che l’Istituto, come organismo internazionale, gode di particolari immunità che impediscono agli investigatori di entrare nelle strutture o acquisire documentazione.

Il batterio intanto continua a seccare le piante e si teme che possa superare il confine di Oria, dove è arrivato, colpendo gli uliveti al centro e al nord della Puglia. 

Commenta per primo

Lascia un commento