Amministrative 2019/ La prof.ssa Fausta Demichele e la sua idea di cultura

Continua la presentazione delle linee del programma elettorale del Movimento Pro.di.Gio, in vista delle elezioni amministrative che si terranno a Gioia del Colle il prossimo 26 maggio.

Dopo l’incontro del “candidato assessore” all’ambiente, il professor Giuseppe Procino, è stata la volta della “candidata assessora” alla cultura, la professoressa Fausta Demichele.

Ma questa volta si cambia location e dalla sala De Deo del Palazzo municipale si è passati a Palazzo Tateo, ex scuola media Losapio, aperta negli ultimi mesi pochissime volte. La scelta non è stata casuale, come hanno specificato sia l’architetto Daniela Demattia, “candidata assessore” all’urbanistica e vicesindaco, perché “potrebbe essere il nuovo polo culturale di Gioia” visti i finanziamenti ricevuti per il suo recupero, sia Fausta Demichele.

 “Ci piace immaginare che quando l’Amministrazione proporrà delle iniziative, – ha sottolineato Demichele – sarebbe molto interessante ricevere un feedback dai cittadini, perché questa è l’unica maniera che abbiamo per andare incontro alle esigenze di tutti e migliorare le nostre proposte”.

Oltre a porre un accento forte sulla cultura scientifica, con la creazione di una Casa delle Scienze, una attenzione particolare è stata posta sui bambini e sui giovani “Abbiamo immaginato che le radici del futuro siano i nostri bambini, i nostri ragazzi, i nostri giovani; al centro del programma di Pro.di.Gio. ci sono loro.  – ha continuato – Sono loro le radici del futuro. Noi crediamo fortemente, l’abbiamo detto già in altre occasioni, che la cultura sia l’unico modo che abbiamo per contrastare la barbarie incipiente. Noi assistiamo ad un depauperamento, ad un impoverimento del linguaggio e quindi del pensiero, della cultura. Dobbiamo, invece, recuperare la parte più umana di noi e per far questo dobbiamo porre al centro la cultura che non è erudizione, non è nozionismo, ma è tutto quello che riusciamo a fare di bello, di umano”.

Il Teatro Rossini dovrà essere un contenitore di idee e produzione teatrale per essere ancora un punto di riferimento del panorama regionale e anche nazionale.

Sugli eventi è stata chiara: “Non amiamo l’idea dell’’eventisimo”. Noi, invece, vogliamo che tutto ciò che viene proposto lasci delle tracce, diventi un solco in cui gettare un altro semino, per produrre ancora qualcosa di nuovo. Le radici del nostro futuro.”

Confidando in bandi pubblici e fondi privati, ha parlato del recupero della settima arte, cioè il cinema, con iniziative mirate e della musica con una Casa delle Musica e perchè no, anche della fotografia, come suggerito dal pubblico e recepito dalla professoressa.
E lascia aperto il dialogo con la Città alla ricerca di idee perché si recuperi il senso di una cultura civica in tutte le sue sfaccettature.

foto Mario Di Giuseppe