Amministrative 2019/ Donato Paradiso presenta la sua “Città Possibile”

Il candidato sindaco Donato Paradiso domenica ha presentato la sua coalizione e soprattutto le linee guida del suo programma elettorale in vista delle Amministrative che si terranno a maggio.

In una sede di coalizione aperta alla Città e gremita di gente i rappresentanti delle lista a sostegno di Paradiso hanno fatto da apripista al discorso del candidato, coordinate da Piera De Giorgi.

Il segretario del Partito Democratico, Maurizio Liuzzi, ha rotto il ghiaccio presentando la sede come luogo del centro sinistra, trasparente “come metafora di un luogo aperto”. Confermando la sua volontà di unire il centro sinistra gioiese sin dalla sua elezione a segretario, ha ribadito come tutte le amministrazioni del PD a Gioia del Colle abbiano garantito lo sviluppo della Città, sottolineando che ora, più che mai, la coalizione non nasce solo per motivi elettorali, ma per tutelare i valori preminenti del centrosinistra. “Donato Paradiso rappresenta per Gioia un indiscusso valore, capace di ascoltare la gente e sarà il mio Sindaco, io ci sarò”.

Dario Magistro, presidente de La Bottega, gruppo da cui proviene Paradiso, ha sottolineato l’importanza di un gruppo credibile e inattaccabile politicamente, con una nuova classe dirigente nuova e con liste credibili e ben riconoscibili, prorpio come quello che si è voluto costruire in questi mesi, concludendo che “Donato Paradiso era il miglior candidato sindaco nel 2016 e lo è nel 2019, persona credibile ed affidabile”.

Alessandro De Rosa, del Movimento civico aSinistra punta sulla volontà al dialogo con la Città, che è mancata nella scorsa esperienza legislativa, precisando che l’allontanamento da quella esperienza fu una conseguenza alla mancanza di ascolto dei cittadini. “Alcuni punti che sono stati motivo di astio nella precedente amministrazione verranno riproposti nel nostro programma come lo sgravio fiscale per le attività commerciali. – ha detto – Dal municipalismo deve partire una resistenza a delle forme governative che non ci hanno mai tutelato”.

Sulle linee guida del programma è infine intervenuto Donato Paradiso che ha parlato della sua “Citta Possibile” declinata nelle sue accezioni culturali, “dei saperi” con una attenzione particolare al teatro e alla figura di Ricciotto Canudo;  urbanistici, dei luoghi, con un piano urbanistico nuovo; della solidarietà con la possibile istituzione della Casa della salute insieme alla collaborazione dei medici di base; della partecipazione con una attenzione alla possibilità sempre maggiore di accedere agli atti; del produrre, attraendo piccole e medie imprese che possano operare nel settore dell’enogastronomia.  E parla del flusso di giovani che hanno abbandonato Gioia del Colle e che è necessario arrestare con politiche di incentivi e di garanzie.

Sottolinea anche il lavoro che è stato fatto per dare organicità al programma senza che risultasse banale e che raccontasse alla Città solo la verità su cosa è davvero possibile fare, citando Italo Calvino e la sua “Le Città invisibili”, quando Marco Polo dice che “Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.