Ad ottobre il nuovo libro di Antonio Murzio su “La dittatura degli algoritmi”

Antonio Murzio e Chiara Spallino a metà ottobre saranno nelle libreria con il libro “La dittatura degli algoritmi. Il dominio della matematica nella vita quotidiana”, edito dalla casa editrice Diarkos.

Si tratta di un viaggio, affrontato in due, in cui gli autori spiegano l’enorme importanza che ha la rete nelle nostre scelte quotidiane. Tutta colpa di un algoritmo, una formula matematica che profila tutti gli utenti connessi al web con un semplice smartphone, condizionando scelte, ricerche, acquisti. Si parte dal semplice concetto che nulla è gratuito e che se navighi tranquillamente su Facebook o Google, qualche dazio lo si deve pagare. Non è un caso che proprio Facebook e Google sono tra le aziende che vantano i maggiori fatturati al mondo. E allora?

Nella prefazione del libro, il Vicedirettore di fanpage.it, Francesco Cancellato scrive: “Il dato e l’algoritmo sono l’alfa e l’omega della nuova economia, quella dei 30 miliardi di utile di Google e dei 20 miliardi di utile di Facebo­ok, quella in cui i due giganti della Silicon Valley sono riusciti, da soli, a prendersi nel giro di un decennio il 30% del mercato mondiale della pubblicità… Alla ricetta manca un ingrediente: noi. Ed è di noi che parla il libro che avete per le mani. Un libro in cui Antonio Murzio e Chiara Spallino partono dall’inizio, da un correttore di bozze che cambia “paper” in “papero” per raccontarci come l’economia dei dati abbia cam­biato la nostra vita in modi che nemmeno immagi­niamo, nelle nostre piccole scelte di ogni giorno, dal modo in cui scegliamo un ristorante a quello attraver­so cui leggiamo una notizia, sino a come scegliamo di vestirci e alle parole che usiamo. Parlano di noi, Mur­zio e Spallino, perché ci raccontano i processi – vo­lontari, quando inconsapevoli – attraverso cui siamo entrati in un mondo nuovo, fatto di prodotti gratuiti, di dati come controvalore economico, di algoritmi che scelgono per noi”

A questo punto Antonio Murzio, nato a Gioia del Colle ma da tempo a Milano decide di parlare al suo assistente vocale presente sul suo telefonino e dopo aver dimostrato il suo funzionamento che fa? “Ho chiesto all’assistente vocale un’altra infor­mazione, ma non ho usato la lingua italiana. Ho par­lato nel dialetto del mio paese di origine. Ovviamente mandando in tilt il povero assistente, che continuava a ripetermi di non aver capito”.

Ma se volete sapere come finisce il viaggio di Murzio e Spallino, che è anche il nostro, sarà sufficiente leggere il libro per comprendere quanto sia reale o plasmato a seconda dei nostri usi e costumi il mondo che ci circonda, per ora quello virtuale. “Un mondo da cui oggi non ri­usciremmo a uscire neanche se volessimo, a patto di non perdere un mare di tempo e di pagare lo scotto dell’irrilevanza sociale”, come scrive Cancellato nella prefazione del libro, per nulla accademico e in alcuni casi divertente.