Pro Loco Gioia compie 60 anni e festeggia con tante iniziative. Il Presidente Cortese racconta

Sessant’anni di storia, di tradizione, di promozione del territorio. E’ il prestigioso traguardo raggiunto dalla Pro Loco “Antonio Donvito” di Gioia del Colle. A dare vita all’associazione, alla presenza di un notaio, il 13 marzo 1961 fu un gruppo di venti persone, tra cui due donne, il funzionario Vita Pugliese e la professoressa Antonietta Losito. L’intento, oggi come allora, è quello di promuovere le eccellenze del nostro comune, collaborando attivamente con tutte le realtà impegnate nella loro valorizzazione in ambito turistico, sociale e culturale.



Una ricorrenza che la Pro Loco gioiese intende celebrare con una serie di iniziative. Una su tutte, il rilascio di attestati ai presidenti (o ai loro familiari) che si sono succeduti alla guida dell’associazione; un modo per rendere merito al loro operato e ripercorrere il cammino condiviso da Gioia del Colle e dalla sua Pro Loco.

«Tra le figure di rilievo» ricorda il presidente della Pro Loco Sandro Cortese «c’è Erasmo Pastore che, oltre oltre a essere vero e proprio mecenate impegnato nella promozione di mostre d’arte, ha portato avanti una strenua difesa del vino primitivo, della mozzarella e soprattutto dello zampino, che orgogliosamente distingueva dalla zampina in quanto membro della Accademia Italiana della Cucina. Per questo abbiamo cercato di recepire questo suo lascito con la promozione della ricetta autentica dello zampino gioiese. Occorre anche citare Mario Girardi, che ha dato un contributo di rilievo con la sua conoscenza. Gennaro Losito è stato membro della Società Italiana di Storia Patria, mentre Antonio Donvito tanto ha fatto per gli scavi di Monte Sannace, e voglio citare anche Franco Amatulli, di cui si ricordano le maschere apotropaiche che attendono di essere collocate in una sala della nuova Pinacoteca, e Vito Angelillo, difensore dell’archeologia industriale in via Santeramo. Degni di menzione anche Vittoria Procino, impegnata nella promozione delle eccellenze locali, e Augusto Angelillo, di cui tutti apprezziamo l’impegno nell’ambito teatrale. Senza fare torto a nessuno dei presidenti che non ho citato, a ognuno di loro verrà reso omaggio per il contributo offerto al territorio».

Una Pro Loco che, forte di sessant’anni di tradizione, vive la sfida della modernità con nuovo slancio, come confermato dal presidente Cortese: «La mia idea è quella di una Pro Loco dinamica, che esca dalla sua sede per venire incontro alle esigenze dei cittadini, un indirizzo che ha già dato delle ricadute positive per l’associazione, che in poco tempo ha raddoppiato i suoi iscritti. E non dimentichiamo che abbiamo assunto la qualifica di Associazione di Promozione Sociale, per questo sentiamo ancora più forte il dovere di solidarietà. A questo proposito occorre ricordare che abbiamo aderito al protocollo d’intesa per la progettazione Sai (ex Sprar e Siproimi) in tema di accoglienza. Nelle nostre intenzioni c’è, poi, sicuramente l’apertura degli spazi che il Comune mette a nostra disposizione a tutte quelle associazioni che ne faranno richiesta. Inoltre vogliamo tornare ad essere uno spazio espositivo, anche grazie a un progetto di ampliamento della sede della Pro Loco in parte dei locali di Palazzo Serino. C’è una scuola di pittura a Gioia che può contare sul talento di Mario Pugliese, Sergio Gatti, Filippo Cazzolla, Antonella Lozito, Mimmo Milano e molti altri; senza contare i gioiesi che hanno portato alla ribalta nazionale il nome di Gioia del Colle come Mimmo Alfarone, o quelli che si adoperano per la promozione della pittura nella nostra città come Gianfranco Nicastri e la sua Galleria Nartist. Ma vogliamo anche fare da amplificatore alla nostra produzione teatrale, questo perché quando si parla di promozione del territorio occorre intendere questa missione a trecentosessanta gradi, non solo dal punto di vista turistico ma anche sociale e culturale».

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