Consiglio comunale: su Spes chiesto un parere alla Corte dei Conti, su Itea all’Asl

Un Consiglio comunale interminabile quello che si è consumato ieri a Palazzo San Domenico.

Iniziato la mattina alle 9, dopo una breve pausa all’ora di pranzo, i Consiglieri comunali di Gioia del Colle hanno concluso i lavori dopo la mezzanotte.

Sul tavolo delle decisioni una serie di regolamenti e la destinazione d’uso di Masseria DiDonna, divenuto bene demaniale e affidato al Comune e che ora diventerà un centro di accoglienza per i visitatori del Parco Lama San Giorgio.

È il pomeriggio che si scaldano i motori, quando si arriva ad affrontare gli argomenti di autoconvocazione delle opposizioni: il primo sul futuro della Spes Spa, la partecipata del Comune che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e il secondo sul centro pilota di ossido combustione di Itea.

La parola passa subito a Giuseppe Gallo che esprime tutto il suo disappunto sul fatto che, malgrado la maggioranza fosse compatta nell’affidare il servizio rifiuti al gestore dell’ARO Ba/5, già con la delibera di Consiglio di ottobre, ad oggi non si è comunque proceduto alla stipula del contratto. In realtà Gallo, insieme ai suoi compagni delle opposizioni, ha puntato il dito sull’assemblea dei soci di Spes dello scorso 10 marzo in cui il Sindaco, davanti ad un possibile cronoprogramma stilato dalla società gioiese con cui ritiene di potersi allineare ai parametri dell’azienda Aro, ha mostrato delle perplessità su diversi punti, bocciandolo e chiedendo all’Amministratore Unico, Fabio Diomede, presente ieri in aula, di trarre le dovute conseguenze.

Tra le criticità di quel cronoprogramma, che lascerebbe intravedere una possibile via per conservare il servizio rifiuti all’interno di Spes, emerge nel dibattito l’impossibilità per motivi normativi di poter implementare le assunzioni per raggiungere un organico capace di soddisfare la raccolta porta a porta. La questione rimane appesa e non convince le opposizioni tanto che dopo quattro ore di dibattito si arriva alla conclusione di chiedere un parere pro veritate all’avvocato dell’Ente e alla Corte dei Conti sezione Puglia, attendendo la riposta non oltre 15 giorni dalla data del protocollo del Comune.

Si inizia quindi la discussione sull’impianto Itea, alla luce anche del rilascio definitivo della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Puglia. Nel VIA qualcuno ha eccepito un parere contrario di Arpa Puglia sull’impianto su alcuni livelli non conformi. In realtà nel verbale dell’ultima Conferenza dei Servizi di gennaio in cui tutti gli attori si sono espressi su Itea il parere negativo dell’Arpa viene superato perché i parametri non sarebbero stati adeguati alla tecnologia così come successo in passato e perché dal 2009 i rilevamenti vengono fatti da società terze su cui, la stessa Arpa, non ha mai eccepito nulla. L’assessore all’ambiente Paolo Cantore, precisa però che il parere di conformità urbanistica ed edilizia rilasciata dal Comune, sarà vincolato alla non nocività dell’impianto, per la qual cosa è stata chiesta ufficialmente all’Asl di esprimersi sull’impianto. Si discute anche qui per ore, concludendo con la proposta del consigliere Donato Paradiso di istituire una Commissione Consiliare di 5 membri, comprendendo il Sindaco, per monitorare anche con l’ausilio di tecnici, l’impianto o comunque la qualità ambientale di Gioia del Colle, ma la proposta viene però bocciata.