Autonomia ITIS. Contraria la dirigente

rosa roberto

Ridare autonomia all’Itis non ha senso. Lo dice la dirigente Rosa Roberto che da settembre guida la scuola accorpata al liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Noci. La possibilità che il “Galileo Galilei” possa tornare ad essere istituto a sé si era fatta strada qualche giorno fa. E in questo senso si sta spendendo il consigliere provinciale e comunale Claudio De Leonardis che ha inviato alla Regione un documento sottoscritto da una cinquantina di docenti della scuola che sono a favore dell’autonomia. Ma la dirigente è di diverso parere. “Non ha senso cambiare tutto dopo un solo anno – dice la prof.ssa Rosa Roberto – Il dimensionamento di un istituto, infatti, prevede la ridefinizione ex novo di un soggetto istituzionale completamente diverso dai due precedenti, con un nuovo consiglio d’istituto, nuove procedure organizzative, un nuovo piano dell’offerta formativa. Le proposte di autonomia dell’ex Itis, avanzate da un gruppo di docenti e di personale Ata dell’istituto, nonché da rappresentanti della politica locale, vorrebbero suggerire un ritorno al passato o distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi di una scuola verso la quale poca attenzione è stata riservata in passato. Se guardiamo  i numerosi problemi che l’istituto presenta non  sembra giustificato il voler tornare indietro“.

Tra questi, sottolinea la preside ci sono i laboratori inagibili e le strutture bisognose di manutenzione ordinaria e straordinaria: “Problemi risolvibili – dice – se la scuola avesse prodotto negli scorsi anni la giusta progettualità per utilizzare i fondi europei“. Senza contare, aggiunge, le difficoltà didattico-organizzative legate  alla carenza di tecnologie innovative nelle classi, alla mancanza di aule: “difficoltà, anche queste, dovute anche alla perdita di finanziamenti pubblici”.

Il ritorno all’autonomia produrrebbe solo svantaggi, a suo dire: “I docenti e il personale Ata coinvolti in questa azione, lungi dal rimpiangere comode modalità di esercizio della loro attività istituzionale,  dovrebbero, oggi,  se hanno veramente a cuore la scuola, collaborare affinché tutti questi problemi siano affrontati e risolti invece di avanzare  proposte anacronistiche e antistoriche che generano nell’opinione pubblica, nelle famiglie e negli studenti un senso di incertezza e di disorientamento sul futuro  dell’intera Istituzione scolastica. Questa scuola ha bisogno di cura, di attenzione, di un duro e lungo lavoro di riorganizzazione perché possa tornare un punto di riferimento sicuro per la formazione dei giovani e per il loro inserimento nel mondo del lavoro“.

La preside se la prende anche con Claudio De Leonardis che aveva chiesto un parere del consiglio di istituto sull’autonomia. Parere che non è arrivato perché l’argomento non è stato discusso all’interno del collegio. “La normativa vigente prevede che le scuole, per avere l’autonomia e la dirigenza, devono presentare un numero di iscritti superiore alle 600 unità. L’ultima deliberazione della Giunta regionale ha indicato una media regionale di 900 unità come dimensione ottimale. Il nostro Istituto rientra nei parametri dimensionali ottimali  previsti e, pertanto, non si ravvisano le condizioni per proporre l’autonomia di una parte di esso, in particolare dell’Itis, che conta una popolazione intorno alle 500 unità, ben al di sotto del numero minimo.  Appare quantomeno irrituale, se non del tutto anomala o perfino connotata da palese ingerenza nelle attività di una istituzione scolastica autonoma, la richiesta del consigliere De Leonardis  di discutere negli organi collegiali della scuola un argomento che appare non conforme alla normativa vigente“.

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