Venerdì Santo in Consiglio comunale: tra le pagine più tristi della nostra Città

Mentre si discuteva delle tariffe Tari, di emendamenti e di proposte presentate dall’opposizione, ieri si è consumata la pagine forse tra le più tristi dei Consigli comunali di Gioia del Colle. Una seduta nervosa nel corso della quale l’opposizione ha denunciato offese e minacce provenienti dal pubblico, che è stato allontanato dall’aula.

Sono circa le 15,40 e il Consigliere del Gruppo Misto Giuseppe Zileni sta illustrando le sue proposte su possibili sgravi. Il suo collega Alessandro De Rosa scatta in piedi e dice di essere stato minacciato da qualcuno del pubblico con frasi piuttosto colorite. Il tizio dal pubblico dice che non è vero, i toni si accendono e il Presidente del Consiglio, Pierluigi Mancino, non riesce a gestire l’Aula. Eventuali testimoni tacciono. Si dice a Zileni di continuare a leggere, mentre De Rosa chiede che l’uomo dal pubblico venga allontanato dall’Aula. Mancino dice di non aver sentito nulla e che De Rosa potrà difendersi nelle sedi opportune. De Rosa, visibilmente provato, chiede che il Presidente protegga l’onore dell’Aula. Solo quando la Consigliera comunale Elisabetta Anelli si alza chiedendo ordine, Mancino fa allontanare il pubblico dall’aula e alla fine sospende la seduta.

Dopo poco si ritorna in Aula senza pubblico, nessuno chiede scusa né alla gente che ascoltava la diretta streaming, né al Consiglio comunale per quanto accaduto. Dopo qualche minuto si riammette anche il pubblico e tutto procede, come se nulla fosse accaduto.

Durante la concitazione di questi avvenimenti, i Consiglieri di opposizione, che dalla mattina pare subissero le battute dal pubblico, sono esasperati, si alzano, chiedono al Presidente maggiore garanzia anche per tutelare i diritti dei consiglieri nell’esercizio del loro mandato elettivo. Nella mattinata il Consigliere Giovanni Mastrangelo risponde a tono a chi pare lo avesse appellato “buffone”

Si consuma una pagina infelice per la nostra Città. Toni duri, iniziati al mattino quando durante le comunicazioni il consigliere comunale Giovanni Mastrangelo stigmatizza il fatto che il Presidente del Consiglio o il Sindaco non abbiano ritenuto opportuno avvisare l’Aula dell’invito alla manifestazione a Foggia per le vittime della Mafia: “Non siamo mafiosi, nessuno di noi o dei nostri familiari ha mai avuto a che fare con reati di mafia. Come al solito ci sono Consiglieri di serie A e di serie B”.  Mastrangelo incalza ancora su un post dell’Assessore Cantore in cui parla della manifestazione foggiana e poi del consiglio comunale della sera precedente, in cui si era discusso della gestione degli impianti sportivi, e di essersi rivolto alle forze dell’ordine perché ciascuno si assuma le sue responsabilità. Il Consigliere sottolinea che nessuno in Aula ha mai minacciato l’Assessore, stigmatizzando ogni  atteggiamento di minaccia e di violenza. La precisazione di Cantore al post arriva dopo qualche ore e serve a stemperare gli animi.

Sarà stata l’atmosfera del Venerdì Santo, ma il clima del Consiglio comunale è stato plumbeo, nervoso, triste.

Tuttavia, si spera che questo Consiglio sia servito a scaricare le forti tensioni, a riprendere la barra delle priorità e a far tornare a lavorare tutti con serenità, perché in questa atmosfera a perderne è la Città, non una parte politica piuttosto che l’altra.