Tributi ai privati, l’analisi economica

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Da qualche giorno l’Amministrazione Comunale ha reso disponibile tutta la documentazione riguardante il bando di gara per “L’AFFIDAMENTO DELLE ATTIVITÀ DI SUPPORTO PER LA RISCOSSIONE SPONTANEA E DI ACCERTAMENTO ECC.” Dopo aver analizzato tali documenti da un punto di vista meramente tecnico vorrei cercare di offrire ulteriori spunti di approfondimento. Partiamo dall’analisi di convenienza economica.

Per un’analisi di questo tipo, specie se trattasi di “acquisire” dall’esterno una parte di un servizio (una cosiddetta analisi di make or buy), occorrerebbe conoscere in maniera dettagliata il costo del servizio che si vuole, anche se in parte, esternalizzare. Nel caso specifico gli unici dati economici a disposizione sono quelli contenuti negli “allegati alla relazione” (relativi alla sola riscossione tributaria) da cui si evince la previsione annuale di spesa delle due possibili alternative, gestione interna con supporto esterno o gestione totalmente interna, ossia:

1) costo supporto esterno € 379.962,17 (IVA compresa)
2) costo soluzione interna = • costo personale (14 unità) € 357.862,35; • costo di gestione beni di consumo e prestazioni di servizio € 126.000,00 • TOTALE= € 357.862,35 + € 126.000,00 = € 483.862,35

A mio avviso nella prima ipotesi non sono stati tenuti in conto i costi fissi ineliminabili riguardanti il costo del personale dell’Ufficio Tributi che comunque continuerà la sua attività (visto che, come ribadito nella delibera, si sta affidando all’esterno il servizio di supporto all’ufficio stesso). Rifacendoci alla medesima tabella e considerando un costo medio di € 25.710,15 per 4 unità di personale (sono quelle che dovrebbero rimanere nell’ufficio stando almeno a quanto riferito nell’ultimo Consiglio Comunale) si ottiene un costo ineliminabile di personale pari a € 102.840,60 che aggiunto ai € 379.962,17 (IVA compresa) porta il costo complessivo della soluzione con supporto esterno a € 482.802,77.

Quindi le due soluzioni sarebbero, almeno dal punto di vista economico, equivalenti. Restano, da quanto evidenziato nella delibera per la soluzione 2), i gap dovuti ai limiti assunzionali ed a quelli tecnici e operativi che parrebbero renderla impraticabile. Va anche tenuto presente che i costi della soluzione 1) dovrebbero ridursi per effetto dei ribassi che saranno proposti dai concorrenti alla gara. A tal proposito, probabilmente, sarebbe stato opportuno, nella valutazione delle offerte, modulare diversamente i punteggi da assegnare alla parte tecnica e a quella economica (nel bando fissati a 75% per la parte tecnica e 25% per quella economica) garantendo all’Ente un più sicuro risparmio senza abbassare troppo il livello qualitativo.

E’ prassi consolidata, anche per ridurre gli effetti dei fattori soggettivi (parte tecnica) rispetto a quelli oggettivi (parte economica), fissare un rapporto 60%-40%. In alternativa sarebbe almeno opportuno utilizzare, nella valutazione della parte tecnica (Progetto di organizzazione e gestione), il “metodo del confronto a coppie” per ridurre al massimo gli effetti discrezionali. Un ulteriore elemento che potrebbe, visto la delicatezza del servizio e l’importo a base d’asta, garantire ulteriormente l’Ente è la definizione di un accordo sui livelli di servizio (Service Level Agreement), con il dettaglio di tempi e metodi di rilevazione degli stessi e relative penali, che l’aggiudicatario dovrà rispettare.
A riguardo del software che l’aggiudicatario dovrà fornire per la gestione del servizio, sarebbe opportuno, oltre alle caratteristiche evidenziate nel bando, che fosse garantita anche l’interfacciabilità con il sistema contabile dell’Ente per permettere, ad esempio, la possibilità di generare (quasi) in automatico le reversali di incasso delle somme che transitano sui conti correnti dedicati ai tributi, agevolando notevolmente anche il lavoro dell’Ufficio Ragioneria.

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