Il Sindaco Lucilla si dimette, ma lavora per una maggioranza più coesa

Questa mattina Donato Lucilla ha rassegnato le sue dimissioni da Sindaco di Gioia del Colle.

Nella lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, il Sindaco prende atto della fuoriuscita dalla maggioranza dei consiglieri comunali di Prodigio Alessandro De Rosa e Giuseppe Zileni, che hanno creato il gruppo misto, ammettendo che nelle ultime settimane erano emerse problematiche nei confronti dei due.

Il disequilibrio venutosi a creare tra maggioranza, con 9 membri compreso il Sindaco e gli 8 tra opposizioni e gruppo misto ha messo a dura prova il risultato granitico delle ultime elezioni amministrative.

Proprio alla luce della costituzione del gruppo misto da parte di Zileni e De Rosa appena ieri, il Sindaco ha ritenuto opportuno rimettere il suo mandato.

Rassegno, -scrive- le mie dimissioni dalla carica di Sindaco rimettendo il mio mandato alla maggioranza che mi ha sostenuto, affinché sia verificata la possibilità di proseguire questo cammino amministrativo, con una più solida e rinnovata assunzione di responsabilità nel risolvere le criticità che stiamo gestendo e portando a compimento non solo il programma politico per il quale siamo stati eletti ma anche quel rinnovamento politico del quale la città di Gioia del Colle, ancora oggi, necessita.”

Intanto il fatto che tutto si stia verificando a ridosso dell’inizio della raccolta del porta a porta, dell’applicazione della sentenza su Coop, della presentazione del Piano di Rigenerazione Urbana, dei finanziamenti della Città metropolitana da mettere in cantiere, lascia perplessi, sottolinea Lucilla, “perché stranamente coincidente con altri fatti politici accaduti in questa Città nell’ultimo mese e mezzo. E che hanno riguardato vecchi amministratori, partiti politici e nuovi equilibri che paiono ricomporsi nello scenario politico di Gioia del Colle”.

Ora il Sindaco ha 20 giorni di tempo perché le sue dimissioni diventino efficaci. In questo periodo dovrà ricompattare la sua maggioranza che comunque rimarrà a 9 e verificare se i consiglieri rimasti di “Un Impegno in Comune” siano disposti a continuare nel progetto programmatico iniziale.

Di fatto Lucilla tenterà di ottenere una fiducia piena ed incondizionata della sua maggioranza che in ogni caso, per ora, non gli ha mai tolto il sostegno in Consiglio Comunale e che anzi si è sempre dimostrata compatta su ogni argomento.

Se tuttavia questa verifica possa portare ad un rimpasto in Giunta è presto per saperlo. Il Vicesindaco Cuscito ha comunque precisato nella conferenza stampa di questa mattina che l’elettorato ha premiato la scelta di una squadra di governo presentata molto tempo prima delle elezioni ed anzi la fuoriuscita di Zileni e di De Rosa tradisce un vincolo di mandato seppure etico che avevano assunto con Prodigio.

Non pare esserci però nessuna porta aperta ai due “dissidenti”, soprattutto quando Lucilla precisa nella lettera che: “Il motivo delle frizioni non era relativo a visioni diverse sulle possibili soluzioni agli innumerevoli problemi che stiamo affrontando ma alla questione legata a nomine di organi consiliari, già affrontata all’inizio del mandato ma sistematicamente riproposta, ed a potenziali rimpasti di Giunta. Quel gioco di ricatti sulle poltrone e sugli interessi particolari che appartengono ad un modo di fare politica che non ci appartiene, contro il quale abbiamo combattuto e dinanzi al quale non siamo stati disposti, né lo saremo, a chinare il capo scendendo a compromessi”.

In realtà sia Zileni sia De Rosa hanno sottolineato nella loro lettera di costituzione del gruppo misto una avversione al modus operandi della Giunta, ad un pessimo dialogo tra l’esecutivo e l’organo di controllo, continuando tuttavia ad operare il primo per Antenna Pon, marchio Deco e trasporto pubblico locale e l’altro per le questioni riguardanti il palazzetto e lo sport.

Il Sindaco questa mattina durante la conferenza stampa ha sottolineato l’importanza del gesto dei due consiglieri che certamente avrà delle ripercussioni pur tuttavia rimarcando la volontà di non mollare. In questi venti giorni raccoglierà quindi il placet dei 9 rimasti, che diventeranno essenziali per la sopravvivenza della sua maggioranza, perché non potranno essere ammesse altre defezioni.