Pd: si attendono dimissioni di Masi e mozione sfiducia

IAIA CALVIO

Si è tenuto sabato scorso il secondo incontro tra il neo commissario della sezione del Pd, Iaia Calvio e gli iscritti del Partito Democratico di Gioia del Colle. Alla fine ne è uscito un documento che, tra le altre cose, individua tre punti di azione:

– l’ uscita dalla maggioranza del Partito Democratico;
– le immediate dimissioni dell’assessore Giuseppe Lenin Masi;
– la proposizione da parte dei consiglieri Vito Ludovico e Ottavio Giannico di una mozione di sfiducia che chiami il Sindaco a rispondere in Consiglio Comunale, dinanzi alla Città, delle ragioni che lo hanno indotto a tradire il mandato ricevuto dai cittadini e il patto di fiducia stretto con la sua maggioranza.

Alla luce di questi argomenti pare opportuno fare un po’ di chiarezza:

– il Partito Democratico era fuori dalla maggioranza dal 1° settembre 2014;
– le dimissioni dell’Assessore Masi pare siano subordinate all’approvazione di alcune Delibere in Giunta, per un numero e una quantità non meglio definite.

A questo punto perché produrre una nuova mozione di sfiducia? Se è vero che il PD non è in minoranza perché non adottare quella presentata dalle altre opposizioni? Presentare una nuova mozione di sfiducia significa tuttavia prendere ancora tempo, se è vero che il Consiglio comunale, così come si sta procedendo per quella presentata dai gruppi di opposizione, può essere convocato entro trenta giorni dalla presentazione della stessa.
Di tutti questi aspetti avremmo voluto parlare con il capogruppo del PD in Consiglio comunale Vito Ludovico, che però per i suoi impegni professionali non risponde al telefono. Gli avremmo voluto chiedere se questa richiesta della mozione è mera tattica politica, cioè un modo per allungare ancora i tempi e tenere ancora in piedi questa legislatura oltre Pasqua o è davvero dovuto al bisogno di comprendere per bocca del Sindaco Povia perché Franco Ventaglini, così come si legge dalle intercettazioni pubblicate sui giornali, sia diventato così potente. Si legge nel comunicato del PD che: “Può accadere che in certi momenti alcuni rappresentanti nelle Istituzioni di un certo gruppo compiano scelte politiche non condivisibili, senza che necessariamente ciò implichi dolo da parte loro o violazione della legge. Però quando ciò accade, la forza e la dignità di quel gruppo, sta nella sua capacità di auto-emendarsi e di riprendere con orgoglio, coerenza e credibilità il proprio cammino”. E tuttavia, malgrado i tempi, se la mozione di sfiducia verrà presentata da Ludovico e Giannico è consequenziale che la votino.
Insomma, nella situazione politica attuale la cosa che sembra certa è che, qualora si vada a votare, si andrà l’anno prossimo.

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