Olio extravergine d’oliva: una annata da dimenticare e la qualità aumenta il prezzo

La ricerca dell’olio extravergine di oliva novello è diventata una vera caccia al tesoro.  L’oro verde con cui condire insalate e bruschette è merce rara e preziosa. Una situazione che ha fatto lievitare i prezzi,  complice il consistente calo della nuova produzione.

Il fenomeno ha spinto la Coldiretti Puglia a lanciare l’allarme sul rischio di frode e inganni in un mercato dove si rileva una forte  presenza di prodotto straniero.  E per questo chiede una più incisiva applicazione della legge n.9 del 2003 nota come “legge salva-olio” oltre a una rapida approvazione del disegno di legge “Nuove norme in materia di reati agroalimentari”.

Per saperne di più  abbiamo rivolto le osservazioni  di Coldiretti alla D.ssa Patrizia Eramo, socia e  figura manageriale di azienda gioiese del settore che ci ha fornito un quadro completo sulla situazione della campagna ancora in corso.

La scorsa estate, a Gioia del Colle, gli alberi erano carichi di olive e nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto dopo. Purtroppo, le avverse  condizioni climatiche  estive e autunnali hanno influito sullo sviluppo dell’oliva, sia in modo diretto (da un’estate troppo fresca e piovosa alla recente tempesta di scirocco che ha fatto cadere moltissime olive per terra) sia indiretto (si veda ad esempio il proliferare della mosca olearia e del verme, che ha causato, da un lato, una bassa quantità di olive rimaste sulla pianta e, dall’altro, una resa media molto bassa, probabilmente ai minimi storici). Tuttavia, anche se con livelli di gravità differenti, il fenomeno  ha interessato sia l’Italia che altri Paesi del Mediterraneo tra i maggiori produttori di olio.
E’ vero che si registra un’impennata dei prezzi?

I prezzi sono una conseguenza dell’andamento della campagna olearia: scarsa quantità di olive  e scarsa disponibilità di olio determinano senza dubbio un aumento dei prezzi.

Quest’anno, stando alle rese ed alle quotazioni delle olive, il costo dell’olio sarebbe dovuto essere almeno 10,00 euro al kg, tuttavia è un prezzo non applicabile in quanto, da un lato, l’olio pugliese è storicamente deprezzato rispetto a quello prodotto in altre regioni, a parità di qualità e, dall’altro, una mentalità tipicamente “nostrana” tende a svalutare questo prezioso alimento e a non riconoscere ai produttori le spese ingenti sopportate e tutto il lavoro che c’è dietro durante l’anno. Ad ogni modo, quest’anno l’olio è sicuramente più costoso.

Si parla sempre di invasione di prodotto estero e di pericolo di frodi e sofisticazioni, come difendersi?

Gli oleifici o i produttori stessi avvezzi a queste pratiche subdole (utilizzo di olii esteri o sofisticati, non dichiarati esplicitamente) sono sempre esistiti, grazie anche alla debolezza legislativa in materia ed alla inconsapevole “ignoranza”  di molti consumatori, che non conoscono le differenze tra un prodotto di qualità ed un prodotto scadente o che si fanno suggestionare dal solo fattore “prezzo”.

Le tecniche basilari per difendersi sono:

– insospettirsi di un prezzo troppo basso, nel dubbio, è’ sempre meglio rivolgersi a fornitori di fiducia;

– utilizzare i canali della comunicazione per informarsi sul mercato oleario nel periodo della produzione, in modo da essere consapevoli dell’andamento dei prezzi;

– conoscere ed abituarsi alle caratteristiche olfattive e gustative di un vero olio extravergine locale di qualità.

In tempo di crisi molti nutrizionisti consigliano di diminuire la quantità a vantaggio della qualità, una formula vincente non solo per le diete.