Nicola Pignataro al Teatro S. Cuore

pignataro s cuore 16nov12

Non delude le aspettative del numeroso pubblico presente in sala, ponendosi, ancora una volta, come un “must” delle rassegne comiche gioiesi. Con “Ultimo tango a Japigia”, Nicola Pignataro è tornato a calcare il palcoscenico del teatro S. Cuore nell’ambito della rassegna “Homo ridens”, organizzata dall’associazione autonoma di solidarietà e dal gruppo di volontariato vincenziano, e giunta ormai alla sua III edizione. Due atti per una storia quotidiana, quella di una famiglia di Bari Vecchia composta da un padre, Colino, che ha lasciato il certo, ovvero il suo lavoro da operatore ecologico, per l’incerto mondo della musica, una madre, Lenuccia, stanca della precarietà in cui è costretta a vivere e una figlia, Lisetta, divisa tra l’amore per Salvatore e la “convenienza” del matrimonio con Ualino. A questi, si aggiungono Cilluzzo, fratello di Lenuccia e il “professore”, due personalità contorte che, di certo, non allietano la vita della famiglia di Coletto.
Sulla falsariga di quelle che sono le sue innumerevoli commedie di repertorio, Pignataro ha giocato il ruolo del padre e del marito stretto tra il desiderio di emergere e le necessità economiche. È così che Colino decide di abbandonare la scopa e imbracciare la chitarra, con in testa la voglia di comporre un tango. Quello che può risollevare le sorti della sua famiglia. Quello che gli farà sbarcare il lunario. Quello che mira ad esaltare il quartiere “Japigia”. Parodiando il più noto film di Bertolucci (solo nel titolo), Pignataro e la sua squadra (Annalena Cardenio, Ileana Pepe, Franco De Giglio, Giuliano Ciliberti e Franco Minervini) hanno giocato tutta la vis comica sull’infallibile vernacolo barese e su quei paradossi che, alla fine, si riveleranno “fatali” per quel cambiamento tanto auspicato dalla famiglia. Tanti gli applausi per un comico che, da sempre, porta sulla scena “ritratti” di famiglie semplici, che spesso non riescono a racimolare neanche un pasto, ma che si rivelano sempre più combattive. E fanno della propria ingenuità un punto di forza. E di svolta. La  solita “impasse” linguistica che genera equivoci, la bizzarria scenica di alcuni personaggi, la verve di altri. Tutti ingredienti che piacciono e divertono. E che si coniugano alla solidarietà.

Ancora un successo per “Homo ridens”, che proseguirà, il prossimo 22 novembre, con “VaRAIty” e che ha previsto, per il 2 dicembre, un fuori programma, “L’amore secondo Maria”, una parodia del programma “Uomini e Donne”, per la regia di Enzo Strippoli. Il ricavato dell’intera serata (il costo del biglietto è di euro 10), sarà devoluto alle famiglie bisognose gioiesi, attraverso pacchi contenenti beni di prima necessità. L’iniziativa coinvolgerà anche l’assessorato ai Servizi sociali e le associazioni locali competenti che segnaleranno le famiglie in disagio.

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