La G.d.F. ha fatto riprese e intercettazioni telefoniche

A quanto si apprende l’indagine che ha visto gli arresti di questa mattina a Gioia sarebbe una spin off  di un’altra inchiesta su un giro d’usura la cui vittima era in contatto con alcuni degli arrestati.

Ma questa inchiesta denominata Domus Aurea e iniziata nel 2013 si basa anche su intercettazioni telematiche. Secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, dall’inizio del 2014 i contatti tra gli indagati si fanno più  frequenti e riservati. I dipendenti pubblici coinvolti prestano molta attenzione ad usare il telefono e quando si incontrano cercando di giustificare sempre gli appuntamenti facendo riferimento – sempre secondo gli investigatori – a “documentazioni di circostanza per dare giustificazioni plausibili ai contatti che non avrebbero avuto nessun’altra spiegazione”.

L’accusa è quindi di tangente che doveva essere pagata in 5 rate che Antonio Posa avrebbe promesso a Povia, Ventaglini e gli altri tre funzionari comunali. La ‘mazzetta’ – secondo la G.d.F – doveva essere pagata da Posa, perché vincesse la gara pubblica per la realizzazione di numerosi alloggi da destinare ad edilizia popolare, nel quadro di un programma di ‘social housing’ del valore di circa 8 milioni di euro. Il lavoro degli inquirenti è stato meticoloso ed ha intrecciato le intercettazioni telefoniche con le videoriprese di alcuni incontri tra l’imprenditore, gli amministratori e i funzionari pubblici indagati, filmati mentre si ritrovano per strada e raggiungono lo studio professionale di uno degli inquisiti.

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