Itea/Le opposizioni chiedono il Consiglio comunale. Antonicelli: per me non ci sono problemi ambientali

municipio web 4nov12

“Negli anni in cui sono stato Consigliere comunale prima e Assessore all’Ambiente dopo, ho voluto conoscere l’eventuale stato di pericolosità dell’impianto Itea e i report che ho raccolto mi hanno dimostrato il bassissimo impatto sull’ambiente che ha il centro pilota su Gioia del Colle”.

Così afferma Federico Antonicelli, ora consigliere comunale di opposizione che non ha firmato, insieme alle altre opposizioni, la richiesta di convocazione di Consiglio comunale per discutere sul parere urbanistico ed edilizio che l’ente gioiese ha rilasciato alla Regione Puglia per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, perché si trovava fuori Gioia del Colle.

“Ci sono diverse procedure di VIA aperte da aziende di Gioia del Colle – continua– e il Comune per me non ha avuto un ruolo determinante nella vicenda. È tuttavia importante discutere di ambiente, organizzando dei focus anche con Itea per tranquillizzare i cittadini sulla qualità dell’ambiente gioiese”.

Con queste parole l’ex assessore Antonicelli ha tentato di smorzare i toni delle polemiche degli ultimi giorni accese intorno all’impianto di sperimentazione e di ricerca di Itea, che sfrutta un nuovo processo brevettato di Ossidocombustione no flames. L’impianto è in realtà acceso in media una settimana all’anno e solo dopo un lungo processo di studio e di ricerca scientifica che può durare anni, tanto che l’ultima accensione è stata fatta a fine del 2015, sempre sotto stretto controllo degli organi preposti.

In altre parole, per chi non ha mai avuto cognizione di un processo scientifico serio, si arriva alle “dimostrazioni necessarie”, come le definiva Galileo Galiei, solo dopo ipotesi e teorie smentite o accreditate dalle leggi della chimica della fisica e della matematica.

Di fatto però le altre opposizioni, cioè Giuseppe Gallo, Giovanni Mastrangelo, Isacco Romano Isdraele, Francesco Donvito e Donato Paradiso, hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale chiedendo di discutere e revocare in autotutela il parere favorevole rilasciato dal Comune in cui si certifica che l’impianto ricade in zona industriale e che non produce volumetria ai fini edilizi.