Itea/ Inchiesta archiviata e nuove autorizzazioni “Non ci sono variazioni rispetto alle precedenti”

La Città Metropolitana di Bari ha autorizzato nuovamente l’impianto sperimentale Itea di Gioia del Colle a svolgere attività di ricerca sullo smaltimento dei rifiuti. A Gioia Itea ha un solo ed unico impianto dedicato alla sperimentazione della ossicombustione in pressione, studiata, testata e brevettata da Itea stessa a livello mondiale, e di cui è l’unico soggetto a detenerne know-how, brevetti e diritti. Si tratta di una attività complessa ma di rilevanza mondiale che mira a individuare un sistema pulito per eliminare i rifiuti, sistemi che fanno gola a molte grosse società e a quasi tutti gli Stati alle prese con lo smaltimento i rifiuti. Per questo la tecnologia di Itea è considerata strategica dall’Italia al punto da far attivare dal Ministero dello Sviluppo tutti i poteri del golden power per evitare che la tecnologia avanzata italiana possa finire nelle mani si aziende estere.

L’impianto fu posto sotto sequestro nel febbraio 2019 a seguito di una indagine sullo smaltimento illecito di rifiuti.
A settembre del 2020 l’inchiesta è stata archiviata e l’impianto dissequetsrato. Chiuso il capitolo dell’inchiesta penale, Itea riprende la strada della ricerca ottenendo già a novembre dalla Città Metropolitana di Bari una nuova autorizzazione.



Abbiamo chiesto alla dott.ssa Grazia Di Salvia, General manager di Itea Spa, che cosa è successo e se è cambiato qualcosa rispetto agli anni passati.
Dott.ssa Grazia Di Salvia, l’impianto sperimentale ha ricevuto una nuova autorizzazione dalla Città Metropolitana per continuare nella sua ricerca. 
È doveroso chiederle se l’impianto è tornato funzionante, se sì vuol dire che si è concluso l’iter giudiziario e in che modo? 
Si, l’impianto sperimentale ha ricevuto una nuova autorizzazione alle attività di ricerca e sviluppo lo scorso novembre ’20. La vicenda giudiziaria ha avuto giusto epilogo nel settembre ’20: l’impianto sperimentale è stato dissequestrato a seguito della archiviazione del procedimento penale che nostro malgrado ci ha visto protagonisti.
Rispetto al funzionamento, confermo invece che al momento l’impianto sperimentale non è in funzione, e che l’ultima attività risale al 2018. Come noto il funzionamento dell’impianto avviene a seguito di una serie di studi e attività preliminari, non sono previste pertanto fasi di funzionamento nelle prossime settimane.  

Poiché la precedente autorizzazione aveva la durata di due anni ed era scaduta, quella appena ricevuta presenta delle variazioni nell’elenco delle possibili sostanze da sperimentare? 
Non ci sono variazioni sostanziali rispetto a quanto previsto e prescritto nelle precedenti autorizzazioni. L’autorizzazione ricevuta concede ad Itea la sperimentazione su matrici rifiuto rappresentative, la cui qualità è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal percorso sperimentale.

Bruciare eventuali sostanze pericolosi presenti nell’elenco autorizzativo con la tecnologia Flameless di Itea non equivale ad immettere sostanze tossiche nell’aria?
Credo che continuare a sostenere ipotesi di questo tipo, anche a seguito delle conclusioni del PM e del GIP –  a sua volta supportato da un imponente collegio peritale – sia adesso pretestuoso, oltre che privo di fondamenta scientifiche e in palese contrapposizione con la realtà e con gli esiti giudiziari. Non mi aspetto certo le scuse da parte di coloro che hanno prima creato e poi strumentalizzato la vicenda Itea, per questo ci sarà modo e tempo e soprattutto le sedi opportune per fare chiarezza.
Certo è che i cittadine e le cittadine gioiesi, ai quali è stato raccontato quanto potesse essere pericolosa Itea e di come rappresentasse uno dei maggiori problemi ambientali del territorio, il tutto senza averne reale contezza, meritino risposte e chiarezza, e perché no?! Anche pubbliche scuse, qualora si sia agito in buona fede e nell’interesse unico della comunità. Intendiamoci non ritengo sia un atto dovuto, e non sta a me invocarlo, ma è evidente che sia un elemento rappresentativo – una sorta di cartina al tornasole – della considerazione che secondo taluni è dovuta alla comunità gioiese.

Quando e se Itea avrà la necessità di accendere il suo impianto, dovrà comunque comunicarlo al Comune e a tutti gli Enti preposti, così come negli anni passati?
Sempre e comunque. Abbiamo sempre e comunque comunicato e specificato natura, finalità, obiettivi e tipologia di rifiuto da impiegare, comprese le quantità. E continueremo a farlo con la massima trasparenza.

Alla luce del risultato giudiziario e dell’ok alle autorizzazioni, Gioia del Colle può stare tranquilla? 
Ho mai avuto dubbi possa essere il contrario. Rilevo con serenità che trattasi di dato di fatto e opinione condivisa da chi ha realmente conosciuto, valutato e giudicato Itea.