Itea: il Consiglio comunale chiede nuove indagini ambientali

Su proposta della minoranza, giovedì il Consiglio comunale di Gioia del Colle ha discusso di Itea. Si chiedevano delucidazioni sulla proroga alla sperimentazione all’impianto che, archiviate le accuse che le portarono i sigilli da parte della magistratura, ora può tornare alla sua mission: studiare il brevetto Isotherm  e l’impianto di ossidocombustione. Si tratta di proroga e già qualcuno in consiglio ha storto il naso chiedendo quando finirà la sperimentazione o ricerca, che potrebbe essere in continuo itinere.



Né Arpa, né Asl, né Itea sono presente, così come chiesto dalla minoranza, ma su questo la dirigente Itea, Grazia DiSalvia, tiene il punto e sottolinea a Gioia News che per il Consiglio di giovedì mattina non ha ricevuto nessuna convocazione e l’ultima riguardava il rinvio del Consiglio. Mentre il Sindaco della Città metropolitana, Antonio Decaro avevo dato la sua disponibilità al netto dei tanti impegni previsti del giorno nel quale cadeva la prima giornata di commemorazione delle vittime di Covid in Italia.

Trascorrono le ore e qualcuno, che pure è stato in amministrazione qualche anno fa, ammette anche di non conoscere bene la questione e di averla approfondita all’ultimo momento. Diversi gli interventi, come ad esempio quello di Milano che chiede qual è il rapporto costi/benefici di questo impianto e qual è la ricaduta sul territorio.

La proroga concessa a novembre è stata valutata dagli uffici tecnici della Città Metropolitana di Bari, perché di sua competenza, per cui anche su questo punto qualcuno ha ritenuto di poter intervenire presso la ex Provincia per chiedere spiegazioni, sebbene, viene sottolineato, già da tempo le funzioni amministrative siano separate da quelle politiche, proprio per evitare che la politica possa interrompere per qualsiasi motivo l’iter amministrativo di una pratica, tranne che questo non cozzi con indirizzi politici precisi che riguardano il territorio in generale.

A tal proposito si è tornato a parlare anche del parere rilasciato dall’ufficio tecnico di Gioia del Colle già 4 anni fa a proposito del VIA che aveva chiesto Itea: la sola azienda di sperimentazione che ha completato questo processo in tutta Europa.
Il parere tecnico certificava che l’azienda ricadeva nella zona industriale e contestualmente si sottolineava che fosse vincolato all’ok ambientale. Parere che Arpa avrebbe sospeso perché le emissioni erano fuori dai suoi parametri.

Del resto a seguito del sequestro dell’impianto il dossier del collegio peritale nominato dal Tribunale per fare chiarezza sulla questione ambientale a tal proposito è stato chiaro: le emissioni non inquinano.

In conclusione il Consiglio, su proponimento anche del Sindaco, ha deciso di voler andare più a fondo e di procedere a nuovi controlli sui terreni intorno ad Itea. Si è deciso quindi di chiedere nuove indagini biometriche sul territorio e sulla flora gioiese (proposta del Consigliere Donato Colacicco), di dare mandato al Sindaco perché la Città Metropolitana di Bari effettui analisi sulla qualità dell’ambiente, delle falde acquifere e del suolo su cui lo stabilimento ITEA svolge la propria attività (proposta del Consigliere Nico Casamassima) e di verificare con l’ufficio tecnico comunale la possibilità di annullare il parere urbanistico rilasciato 4 anni, poiché condizionato dai pareri Arpa e Asl che al momento, secondo la proposta del Consigliere Rosario Milano, sono negativi.



Insomma si tratterebbe di fare altre verifiche che a questo punto, a quanto è stato detto, interesserebbero solo Itea e non tutta la zona ex Termosud dove ci sono altri impianti.

Sul costo e sulle modalità di queste ulteriori indagini c’è stato il rimbalzo delle responsabilità: c’è chi ha chiesto che fossero a carico della stessa Itea, che a questo punto dovrebbe fermarsi solo al fazzoletto di terra che occupa, chi a carico della Città metropolitana che ha rilasciato il parere, che, come ha ricordato il Consigliere Martucci era oppugnabile nei tempi previsti dalla legge, chi a carico del Comune che, in ogni caso, ha già aperto con Arpa una trattativa per nuovi controlli ambientali.

Si tratterebbe di mettere la parola fine a questa vicenda e di chiarire, visti i dubbi che ancora ci sono nella cittadinanza, malgrado i vari incartamenti, che Itea è un impianto che non crea problemi alla saluta pubblica.