Infiltrazioni mafiose, il Prefetto commissaria la società Avvenire

Il Prefetto di Bari, Carmela Pagano, ha disposto una informazione interdittiva antimafia nei confronti dell’impresa di pulizia e smaltimento rifiuti Avvenire srl di Gioia del Colle, disponendo anche il commissariamento di tutti gli appalti perché vi sarebbero infiltrazioni e condizionamenti da parte della mafia nell’azienda.

E' il quadro buio che emerge dal provvedimento prefettizio eseguito insieme all’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone e notificata anche ala Presidenza del Consiglio dei Ministri alla DNA e alla Procura di Bari e condiviso dal gruppo ispettivo antimafia.

E sono proprio gli ultimi dossier investigativi a ricollegarsi ad una inchiesta della direzione antimafia di Catanzaro del 2013, non ancora completamente conclusa, ma che condusse all’arresto di 38 persone, tra i quali i rappresentanti legali della società Avvenire, Angelo Silvio e Francesco Paolo Pugliese e 21 denunce. Ad incastrare i due nel 2013 alcune intercettazioni tra i rappresentanti di Avvenire e alcuni boss della Ndrangheta per un appalto di circa 11 milioni di euro e una mazzetta di 500 mila euro.

Ma dopo quest’ultimo atto del Prefetto di Bari, a rischio ci sarebbero 200 lavoratori che tornerebbero a casa. E proprio per tutelate loro e la trasparenza di tutti gli appalti e i servizi che l’impresa offre tra Puglia e Basilicata, sono stati nominati tre amministratori: Giampaolo Pulieri, Domenico Cocola e Mariangela Quatraro. Questi entro trenta giorni dalla nomina del 12 agosto scorso dovranno eseguire una ricognizione di tutti glia appalti e di tutti i contratti di natura pubblica anche in fase di aggiudicazione, selezionando quelli ritenuti urgenti e necessari, visto che ci sarebbero anche alcuni appalti che riguardano le pulizie delle scuole. 

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