“Il corpo delle parole” di Martino Sgobba

Martino Sgobba

Venerdì 16 novembre la libreria Librellula ha ospitato “Il corpo delle parole”, incontro di presentazione delle due raccolte di racconti dello scrittore Martino Sgobba, “Le parole restano” e “Il mare è soltanto acqua”. L’incontro, condotto da Onorina Savino, è stata l’occasione per riflettere sul ruolo delle parole, e sulle molteplici e spesso inaspettate direzioni che esse possono intraprendere durante la lettura.

Partendo dalla lettura di frammenti di racconti dell’autore, l’incontro si è rivelato un dialogo continuo fra lettori e scrittore, in cui le parole si rivelano “porte girevoli che possono portare entrambi su sentieri inaspettati”, precisa la moderatrice. Ogni singolo frammento infatti, di poche righe ciascuno, permetteva la costruzione di un tessuto narrativo, un piccolo schizzo in cui il linguaggio alle volte procedeva fluido, altre invece più tratteggiato, a lasciare un naturale spazio alla ricezione del lettore. Martino Sgobba ammette che la sua narrativa praticamente nasce da sé, da spunti della vita quotidiana che poi trovano la loro strada quasi autonomamente: sono le parole stesse che, facendosi largo, definiranno poi la storia del racconto. “Il linguaggio può essere spontaneo, alle volte più forzato, un’operazione necessaria se si vuole colpire il bersaglio“, dice. Al tempo stesso, riflettendo sul titolo dell’incontro, “la parola è corpo, perchè chi lavora con la parola lavora con la carne“, la “carne” dello scrittore data in “pasto” al lettore, alle sue emozioni e alle sue interpretazioni.

Un incontro interessante e ricchissimo di spunti, con forse l’unico difetto di mettere troppo carne sul fuoco, per giocare ancora sulla suggestiva immagine corporale: le troppe citazioni e riferimenti letterari rischiano di gettare le parole in un vertice autoreferenziale un po’ pesante, in cui la parola, piuttosto che muoversi libera, può finire per essere zavorrata.

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