Giorno dell’identità gioiese: ritirata in Consiglio la proposta di Etna. È da rivedere

Ricordare l’identità gioiese, luoghi, eventi, personaggi, del patrimonio di Gioia del Colle è sempre stato un argomento su cui le amministrazioni passati si sono sempre mosse, compresa questa attuale. A partire dai Fogli di Identità territoriale dell’allora assessore alla cultura Pino Dentico, si è sempre cercato di non disperdere la ricchezza storica e culturale del nostro territorio.

Nell’ultimo Consiglio comunale, il presidente del Consiglio Vito Etna ha voluto presentare una mozione per istituire una giornata dedicata all’identità gioiese all’anno e per coinvolgere in maniera più organica i ragazzi con le scuole, che spesso rimarrebbero all’oscuro di profili di altissimo valore che hanno avuto origini gioiesi o che comunque hanno portato lustro a Gioia del Colle.



Se l’intento era buono, la proposta, così come era strutturata, ha acceso la polemica.

Si indicava la data dell’Identità gioiese, quella del 28 luglio, a ricordare quella del 1861, quando i cittadini gioiesi non andarono in marcia con le truppe garibaldine, ma quando si verificò la rivolta del Sergente Romano, brigante e filoborbonico. Praticamente, tra le giornate più truci della storia gioiese.

Insomma tra filoborbonici, filonazionalisti, filonordisti, non proprio una data di pacificazione per Gioia. Il Sindaco, tagliando la testa al toro, ha cassato la data, perché effettivamente fuori dal calendario scolastico e quindi non avrebbe permesso un’affluenza di ragazzi che in quei giorni sono già in vacanza.

La mozione però, come ha più volte sottolineato Etna era aperta ad ogni modifica, perché il fine era quello di istituzionalizzare l’evento e magari un percorso di studio. Su cui era pure pronto a parlare l’assessore alla cultura Lucio Romano, che per regolamento non ha potuto intervenire.

Si è discusso pure su come scegliere i nomi da celebrare, perché alcuni di quelli elencati nella mozione potevano essere oggetto di discussioni, essendo presenti non solo intellettuali e benefattori, ma, ad esempio, possidenti. Di fatto, la pace sociale, il bene comune, così tanto auspicato anche nella mozione sarebbe stato difficile raggiungerlo.

Allora anche su proposta del Sindaco e di alcuni Consiglieri come Donato Paradiso si è chiesto di presentare il punto nella commissione consiliare alla cultura per regolamentarla e armonizzarla. Passaggio che in realtà si poteva fare da principio, come hanno sottolineato nella stessa seduta, e presentare una proposta condivisa all’unanimità del Consiglio comunale. Del resto si parla di un giorno dedicato alla gioiesità, tutta. Cosa che si potrebbe fare anche in fretta, del resto percorsi simili di regolamento, come ha sottolineato il Primo cittadino, sono stati già fatti per la toponomastica.

La mozione viene a questo punto ritirata: “Ho ritenuto dover ritirare la mozione per poi ripresentarla – ha commentato Vito Etna –  con alcuni cambiamenti affinché possa essere da tutte le parti colto il mio invito ad iniziare in percorso che porti all’istituzione di una giornata che ricordi personaggi, tradizioni ed opere della nostra città”.