Cassa integrazione alla Meridionale Grigliati

Cassa integrazione alla Meridionale Grigliati. L’azienda di Gioia del Colle di proprietà dell’imprenditore barese Paolo Montemurro da lunedì prossimo chiuderà il reparto del prodotto finito e undici operai per due settimane saranno in cassa integrazione.

 

In realtà l’apertura della procedura di cassa integrazione riguarda trentatrè operai per tredici settimane ma è lo stesso Montemurro a tranquillizzare: “non c’è motivo di essere preoccupati, per motivi contingenti legati a diversi fattori, la nostra azienda ha bisogno di uno stand-by di una decina di giorni. Abbiamo rinviato alcune commesse a marzo e quindi ci serve solo il tempo per riprendere il fiato”.

Montemurro ci spiega che la società che ha rilevato da qualche anno, non solo gode di buona salute ma addirittura si sta espandendo. Si attesta sui 14/15 milioni di fatturato per ognuno degli ultimi due anni, ha ordini in portafoglio per 700 milioni di euro e soprattutto di recente ha acquisito una società di Triggiano, la ex Italgrigliati perché: “Vogliamo ampliare la gamma per rivolgerci ai mercati esteri in maniera più competitiva” (si legge sul sito internet della società).

“Abbiamo avuto problemi con l’allaccio dell’energia elettrica nello stabilimento acquisito – ci racconta Montemurro – altrimenti avrei potuto anche evitare la cassa integrazione e portare quegli operai a lavorare temporaneamente nel nuovo stabilimento”.

Il titolare dell’azienda precisa che sebbene la procedura riguardi trentatrè unità lavorative, in realtà la situazione coinvolgerà solo undici operai di un reparto e per un periodo limitato di sole due settimane, se non addirittura di meno.

Paolo Montemurro recentemente è diventato celebre per la sua passione per il calcio. Infatti è stato ad un passo dalla acquisizione del Bari calcio ed oggi si sta integrando sempre più nel tessuto sociale gioiese in cui diventa sempre più attivo.

La speranza di tutta la città, in primis le famiglie degli operai coinvolti, è che non si tratti dell’ennesima bomba sociale che si abbatte sulla città, martoriata dalla questione Ansaldo e dalla tangentopoli di Palazzo. Tra due settimane ne sapremo di più.

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