Ansaldo non chiude ma cambia produzione

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Alla riunione che si è tenuta ieri a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico erano presenti Giampietro Castàno per il Ministero, Angelo Alfieri e Angelo Perucconi per la Sofinter, Paolo Di Schena per la task force lavoro della Regione Puglia, Gianni Venturi della segreteria nazionale Fiom Cgil e Antonio Pepe segretario generale Fiom Bari,  Carlo Anelli della segreteria nazionale Fim Cisl e Nicola Lorusso della Fim Bari e Franco Busto della Uilm Uil.

 

Così come deciso lo scorso 18 febbraio, i vertici aziendali del gruppo Sofinter, di cui fa parte anche Ansaldo Boiler, hanno presentato un piano industriale di 11 pagine.

A seconda di quanto sarà ampio l’investimento promesso dalla Regione Puglia per il rinnovo delle macchine, la formazione del personale e la ricerca e la probabile concessione da parte del Ministero della cassa integrazione straordinaria a tutti i lavoratori per due anni, il piano prevedrebbe un investimento dai 2 ai 4 milioni di euro per produrre bruciatori, serpentine in acciaio speciale e corpi cilindrici mandrinati. Queste sono le linee di produzione di Itea e CCA che fanno parte sempre del gruppo Sofinter e hanno sede sempre nello stabilimento di Ansaldo Gioia. Quindi niente più caldaie e se così fosse non avrebbe più senso parlare di Asaldo Boiler a Gioia.

Cosa succederà quindi ai 197 lavoratori per i quali era stata aperta una procedura di mobilità dal prossimo 10 aprile? I più anziani o comunque i prossimi alla pensione sono circa una ventina e verranno aiutati ad anticipare i tempi, favorendo una mobilità incentivata. Per il resto le ore di lavoro totali previste per il 2015 sono 78mila, nel 2016 saranno 105mila e nel 2017 circa 137mila, quindi con un abbattimento della forza lavoro.

Infatti sembrerebbe che tra le varie ipotesi sul tavolo delle trattative vi sia anche quella che gli operai potrebbero essere spalmati tra Itea e CCA. Il fatto è che per lavorare presso Itea o CcA dovrebbero licenziarsi da Ansaldo Boiler ed essere integrati presso le altre aziende del gruppo, probabilmente con i contratti a tutele crescenti decisi nell’ultimo Job Act.

Molti di questi nodi verranno dipanati il prossimo 5 marzo nell’incontro previsto presso Confindustria Bari e Regione Puglia con i dirigenti del gruppo industriale di Gallarate.

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