Xylella, il fronte a 20 chilometri da Gioia del Colle

Orientamento formativo e riorientamento

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La Xylella, il batterio che secca gli ulivi, irrompe nel Barese. Dopo aver lasciato dietro di sé, nel Salento, il deserto, il batterio fa la sua comparsa a Monopoli costringendo le autorità regionali ad allargare la zone cuscinetto sino ai comuni di Locorotondo, Monopoli, Alberobello, Castellana Grotte, Conversano, Polignano a Mare e Noci.

Per Gioia del Colle il pericolo si avvicina: il fronte della guerra alla xylella dista ad appena 20 chilometri, che per il batterio e gli insetti che lo trasportano sono una sciocchezza. Si pensi soltanto che quando la malattia si manifesta su una pianta il batterio ha già un vantaggio di un anno, questo significa che può già aver contaminato altre piante apparentemente sane nel raggio di una decina di chilometri.

“Non posso dire dove sia di preciso ma purtroppo è molto probabile che la Xylella sia già ben oltre Monopoli”, ha detto qualche giorno fa, in una intervista, il professor Francesco Porcelli, docente del Dipartimento di scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari, che ha scoperto con i ricercatori baresi gli insetti che trasportano il batterio e che da anni con il gioiese Donato Boscia studia la xylella.

“I dati che abbiamo riguardano piante sintomatiche – ha spiegato  Porcelli – sappiamo che quando viene trovata una pianta che manifesta i sintomi, l’infezione si è spostata inevitabilmente avanti. Per questo ogni anno il batterio avanza di 10,15 anche di 20 km. La storia ci insegna questo: abbiamo fatto delle linee Maginot ma ogni volta il nemico era oltre. Perché dovrebbe essere diverso questa volta?”.

Per evitare che il batterio killer degli ulivi arrivi a Bari e oltre, in una zona strategica per la produzione di olio extravergine, secondo il professor Porcelli l’unica cosa da fare è “il controllo del vettore”, ossia degli insetti, a cominciare dalla cosiddetta sputacchina, che trasmettono la xylella fastidiosa”. Nella zona cuscinetto scatta il piano prevenzione: aratura dei campi, tutti i campi anche quelli incolti, e uso di pesticidi per fermare gli insetti vettori. La primavera incombe ed è la stagione in cui gli insetti si riproducono: a marzo vi sono pochi giorni di tempo per impedire agli insetti di crescere.

Qualora dovesse essere individuata una pianta contaminata scatta l’obbligo, che sarà previsto anche in un norma inserita nel decreto Semplificazioni in discussione in Parlamento, di abbattere le piante apparentemente sane nel raggio di 100 metri. La nuova norma prevede una pena sino a 5 anni di reclusione per chi non lo fa.