Via da Gioia 138 immigrati che soggiornavano con lo status di rifugiati

Centotrentotto immigrati con lo status di rifugiati politici sono andati via da Gioia del Colle definitivamente nella serata del 31 agosto.

Ad accoglierli intorno alle 19, davanti la piazza antistante la stazione, due pullman Granturismo ed uno più piccolo con il coordinamento dei militari della Compagnia dei Carabinieri guidati dal capitano Di Benedetto.

Gli immigrati erano stati accolti nelle strutture gioiesi secondo i protocolli europei di accoglienza dei rifugiati politici. Con il contributo della Comunità Europea soggiornavano nelle strutture gestite dalla famiglia Bellacicco titolare dell’Hotel Warosi nei pressi della stazione di Gioia. Oltre che nell’Hotel della stazione, che ospitava la maggior parte degli immigrati, altri erano dislocati in appartamenti della città tra via D’Annunzio, via Carducci, via Roma ecc…

Ma perché vanno via? E’ scaduto il contratto con cui la famiglia Bellacicco gestiva l’ospitalità e nel frattempo si è proceduto a indire una nuova gara che i gestori gioiesi non si sono aggiudicati.

I 138 ospiti stasera sono stati trasportati in due strutture differenti tra Modugno e Poggiorsini.

La notizia si è appresa dalla Prefettura solo stamattina in quanto i gestori del Warosi procedevano nel servizio con proroghe mensili. Gli ospiti della struttura hanno avuto quindi solo qualche ora per chiudere i bagagli ed abbandonare un territorio che per la maggior parte di loro era da anni diventata casa.

Provenienti da Nigeria, Bangladesh, Costa D’avorio, Nepal e diverse altre nazioni dove, per motivi politici e di guerra, non era possibile continuare a vivere, molti di questi giovani erano a Gioia dal 2011 ed avevano stretto legami con persone ed associazioni del territorio.

La vicenda ha anche un risvolto di indotto economico che da domani sarà azzerato. Infatti almeno una quindicina di persone si occupava della loro cura tra cucina e pulizie degli appartamenti e da domani inevitabilmente perderanno il lavoro.  

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