Vasco, Cuscito e Lucilla contro il commissario sulle zone F

Gli ex Consiglieri comunali Giovanni Vasco, Enzo Cuscito e Donato Lucilla ritornano a discutere di zone F del Piano urbanistico generale.

In particolare sull’incarico che il Commissario Riflesso ha dato all’avv. Urbani per il parziale annullamento o riforma  della sentenza n.96/2015 della 3^ sezione del TAR Puglia, innanzi al Consiglio di Stato, nella quale il Comune non risulta però soccombente.

In altre parole, il Comune chiede all’avvocato Urbani che il Consiglio di Stato annulli la sentenza del Tar Puglia, forse, per consentire l’insediamento di strutture commerciali nelle famose zone F, cioè quelle di servizio pubblico, problema su cui l’amministrazione Povia avrebbe speso non poche energie.

Ma Urbani è lo stesso professionista che nel febbraio dell’anno scorso produsse su richiesta dell’allora Giunta Povia, un parere molto articolato sul possibile utilizzo delle zone F, evidenziando, di fatto, la possibilità che queste potessero essere destinate a servizi aperti al pubblico e non a servizi pubblici, riferendosi all’ora alla questione Coop, ma di fatto anche alle strutture in via Fellini, su cui si sofferma la sentenza del Tar Puglia.

I tre ex consiglieri ravvisano incomprensione nella decisione della dott.ssa Riflesso. “Pertanto, con la presente – scrivono nella nota inviata al Comune – Le chiediamo di riconsiderare la necessità e l’utilità della costituzione in giudizio di cui alla deliberazione n.13, prevedendone, se lo riterrà, l’annullamento in autotutela, anche al fine di evitare un prevedibile danno alle casse del Comune”.

Ma è stato lo stesso Movimento Pro.di.Gio, rappresentato da Donato Lucilla che in una nota nella quale racconta di essere stato ricevuto dal Commissario Riflesso lo scorso 16 aprile, dice che “in merito all’opportunità del Comune di costituirsi in giudizio, tutelando di fatto gli interessi dei titolari delle concessioni edilizie annullate dalla Provincia, la Commissaria ha dichiarato, nonostante tutte le eccezioni rappresentate da Pro.di.Gio., che un’eventuale soccombenza del Comune, dovuta alla mancata costituzione in giudizio, avrebbe comportato un danno alle finanze comunali, portando al pagamento di un risarcimento alle ditte di costruzione (LOI.CA e TECNOCOSTRUZIONI)”.

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