Un convegno dei Lions sulle immunodeficienze

Si manifestano non solo nei primi mesi di vita ma anche in età adulta. Sono le immunodeficienze primitive (IDP), malattie congenite causate da alterazioni del sistema immunitario che comportano un aumento della predisposizione alle infezioni.

A questo argomento, lo scorso sabato sera, è stato dedicato nella sede della Lum di  Gioia, un incontro dal titolo: “Immunodeficienze, impariamo a conoscerle” a cura dell’AIP (Associazione per le Immunodeficienze Primitive) con il patrocinio del Comune, della stessa Università Mediterranea, dei Lions Club Gioia del Colle – Monte Johe e Campus Universitario di Casamassima-Altamura.

Ha introdotto i lavori il Dott. Alberto Barberis, Direttore nazionale dell’AIP, che ha posto in risalto  quanto sia importante la collaborazione tra l’Associazione, medici e Istituzioni.

E’ poi intervenuto il Dott. Baldassarre Martire, Responsabile del Centro di riferimento IDP della regione Puglia – U.O.C. Pediatrica dell’Ospedale Policlinico Giovanni XXIII  – Università di Bari che si è soffermato, in particolare sulle infezioni. Quando sono ricorrenti rappresentano un vero segnale per una corretta diagnosi. La lettura attenta di un semplice esame di emocromo da parte del pediatra di famiglia, ha sottolineato,  aiuta a scoprire la presenza di immunodeficienze.

Oltre a quelle primitive ci sono anche le immunodeficienze secondarie, associate ad altre patologie. Un fenomeno in aumento, ha precisato il prof. Angelo Vacca, Direttore dell’U.O.C. di Medicina interna del citato Giovanni XXIII, che può essere ben monitorato attraverso l’elettroforesi, esame di laboratorio spesso dimenticato.

La d.ssa  Carolina Marasco, della citata U.O.C. di Medicina interna, infine, ha affrontato il capitolo della  terapia con immunoglobuline con particolare riguardo a quella sostitutiva sottocutanea e dei suoi benefici sul paziente.

Dal 1952, anno della prima diagnosi di immunodeficienza, tanti  progressi terapeutici sono stati fatti  e molto dipende dalla tempestività della diagnosi. Come ci ha raccontato, durante il convegno, la concittadina “mamma Rosa” con un figlio affetto appunto da immunodeficienza primitiva che da qualche anno cura con adeguate  terapie e periodici controlli. Il tutto grazie all’intuito del pediatra che lo ha  indirizzato verso il Centro diretto dal Dott. Martire.

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