Truffa ad anziani: due arresti

Telefonavano a casa dell’anziano comunicando che un parente era in stato di fermo presso la caserma dei Carabinieri per un incidente stradale e che era necessaria una cospicua somma di denaro per aiutarlo.

Questa la tecnica spregiudicata usata da due uomini che lo scorso 26 giugno truffarono anche un anziano di 86 anni di Gioia del Colle.

Ma questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno dato esecuzione, a Napoli, a due misure cautelari (una delle quali detentiva agli arresti domiciliari e l’altra dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), emesse dal GIP del Tribunale barese, nei confronti di due uomini ritenuti responsabili di truffa e tentata truffa aggravata, in concorso.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine avviata nel giugno 2017 dalla Compagnia di Andria a seguito della preoccupante escalation dell’incidenza dei reati di truffa, operati da sedicenti Carabinieri, ai danni di anziani residenti nella zona. È con l’arresto di uno dei destinatari dell’attuale ordinanza per tentata estorsione aggravata compiuta dai militari di Minervino Murge che è partita l’indagine. In quella occasione l’Autorità Giudiziaria di Trani sottolineava la condotta dell’arrestato, evidenziando la sofferta soggezione in cui si era venuta a trovare la vittima, originata da una forte violenza psicologica posta in essere dal reo.

I malviventi infatti agganciavano l’anziano destinatario del raggiro con una telefonata nella quale uno dei truffatori si presentava come maresciallo dei Carabinieri, descrivendo una fasulla situazione di difficoltà in cui versava, in quel momento, un parente dell’interlocutore. Il falso Maresciallo, quindi, proponeva la possibile soluzione dell’inconveniente con la consegna di una somma di denaro ad un fantomatico legale di fiducia. Ottenuto l’assenso della vittima della truffa per la soluzione del problema, ecco quindi che subentrava il “compare” del Maresciallo telefonista. Il falso avvocato, infatti, senza pudore, si presentava presso l’abitazione dello sventurato dal quale riceveva l’importo pattuito.