Tributi, la politica deve dare alternative

citta ideale

La questione dell’esternalizzazione del servizio tributi da parte del Comune ha il merito di aver tenuto sveglia la città in questi ultimi mesi così avari di contributi politici. Gioia News attraverso la competenza dell’Ing. Francesco Ferrante, ha cercato di fare chiarezza con diversi articoli sulle questioni tecnico/economiche che hanno portato l’amministrazione ad avviare il processo di esternalizzazione del servizio riscossione dei tributi.
La nostra testata con il contributo di un gruppo di persone che insieme ha analizzato i dati e monitorato le esperienze virtuose dei paesi limitrofi, è giunta ad una proposta che pone evidenti ed indubbi vantaggi economici di lungo periodo per l’ente comunale e quindi per tutti noi.

Ci auguriamo che i consiglieri comunali di maggioranza possano ravvedersi dal perseguire questa procedura di esternalizzazione che può portare benefici solo nel brevissimo periodo, se pure lo farà. Una classe dirigente ha l’obbligo di misurarsi, nell’esercizio dell’azione amministrativa, con il tempo.
Nell’approvare questo schema ci si è chiesto se: sarà vantaggioso nel lungo periodo? Migliorerà le economie dell’ente (i nostri conti dicono il contrario)? Si è sicuri che recherà vantaggi reali alla collettività?

C’è un’altra parte di città composta dalla minoranza consiliare e da singoli cittadini, che invece ha gridato ad alta voce il suo no a questo provvedimento, organizzando un gruppo di pressione attraverso la richiesta di referendum che blocchi il procedimento. E’ un tentativo lodevole perché appartiene a quelle azioni di civismo democratico e di partecipazione di cui una sonnacchiosa città come la nostra ha bisogno per darsi una scossa. L’operazione referendum, i banchetti in piazza, hanno l’indubbio merito di aver tenuto alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema. Tuttavia chi si propone come classe dirigente, chi ha ricevuto i voti per guidare la città e quindi tutti i partiti che siedono in consiglio comunale tra i banchi della minoranza, ha l’obbligo di fornire un’alternativa ogni volta che la maggioranza mette in cantiere un suo progetto.
Ed in questo caso la proposta di referendum suona molto come sterile tentativo di “fare ammuina”.

La minoranza consiliare oggi è molto eterogenea (ci sono partiti di sinistra, destra e movimenti civici) e si è unita nel segno di un dissenso verso il tema tributi, senza dirci in modo dettagliato cosa avrebbe fatto, come singolo partito o come gruppo coeso, al posto dei nostri governanti. Non è un segnale che al momento ci fa ben sperare. La città ha bisogno di progetti sostenibili per governare, per farci risparmiare e per migliorare la qualità della nostra vita. Sembra di rivedere in salsa locale il fronte nazionale anti-Berlusconi. Ma se da parte di una certa sinistra, storicamente concentrata solo sull’abbattimento del nemico, ce lo si può anche aspettare, diverso dovrebbe essere il discorso per la destra (sensibile da sempre al tema tasse) e per i movimenti civici che (fuori dagli schemi di appartenenza) dovrebbero lavorare esclusivamente su modelli e progetti per governare nei prossimi anni.

Gioia News nel suo piccolo laboratorio prova ad offrire i suoi contributi sulla strada dell’analisi e della proposta concreta. L’augurio è che possa scriversi una pagina nuova dove ci sia il confronto sulle idee, anche diverse e migliorabili e non lo scontro fine a se stesso. Occorre chiudere la stagione dei veleni e delle contrapposizioni personali che hanno regnato negli ultimi anni. Servono volti nuovi ma soprattutto idee che funzionino. I nostri prossimi appuntamenti con l’approfondimento saranno dedicati ai rifiuti ed alla cultura.

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