Teatro, Teresa Ludovico al Rossini

teresa ludovico

La lingua, nel suo flusso continuo di parole, è stata la protagonista di “Piccola Antigone” e “Cara Medea”, lo spettacolo del teatro Kismet con cui il Rossini ha proseguito la sua stagione teatrale.
Il testo di Antonio Tarantino è andato in scena venerdì 28 febbraio per la regia della gioiese Teresa Ludovico, direttrice artistica del Kismet e attrice protagonista insieme a Vito Carbonara.
“Piccola Antigone” e “Cara Medea” sono opere attraverso cui Tarantino continua la ricerca di una nuova drammaturgia che riporta i miti nelle periferie distrutte dal degrado morale e materiale. Lo ha chiarito Teresa Ludovico al termine dello spettacolo, scendendo dal palco, dismettendo i panni di attrice per incarnare quelli di profonda conoscitrice e studiosa delle nuove dimensioni che il teatro esplora attraverso inedite scritture.
Il dialogo intessuto con il pubblico ha fornito significativi punti di riferimento per giungere ad una completa comprensione di uno spettacolo dalla lettura difficile e non immediata ma di una intensità perfettamente restituita da Teresa Ludovico che conferma la sua bravura e il suo riuscito impegno in nuove prove attoriali.
È una prostituta la “Piccola Antigone” e una donna cecena la “Cara Medea”. Due donne lacerate, tenaci e combattenti proprio come i personaggi greci di cui raccolgono l’eredità. Non c’è una trama compiuta, non c’è una narrazione lineare, ma la storia; quella dell’umanità che si intreccia a quella personale, influenzandola. In questo fluire degli eventi si colloca la parola. Parole che si inseguono e che contengono tutto il senso di un vivere di cui si ha difficoltà a cogliere il significato ultimo.

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