Teatro pieno per “Il malato immaginario”

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Affollato, come non si era mai visto dall’inizio della stagione, il teatro Rossini venerdì 8 marzo. I gioiesi si sono raccolti in calorosi applausi per assistere alla messa in scena di “Il malato immaginario ovvero le Molière imaginaire”, la nota commedia di Moliere, la cui riscrittura e regia è stata curata dalla gioiese Teresa Ludovico. In scena la compagnia del Teatro Kismet Opera, che per diversi anni si è preso cura del nostro teatro, con Augusto Masiello nei panni di Argante, il malato. Ad affiancarlo Marco Manchisi, Andrea Fazzari, Daniele Lasorsa, Ilaria Cangiatosi, Serena Brindisi, Michele Cipriani e Cristina Mileti.

La bellezza dei classici risiede nel dono dell’immortalità, che li rende capaci di attraversare luoghi e generazioni raccontando il mondo senza incorrere in false e noiose stigmatizzazioni. Le convenzioni sociali, la sete di denaro e potere, la saggezza degli umili, l’influenza della psiche sulle condizioni di salute, sono solo alcuni dei temi che si possono rintracciare nella commedia di Moliere che Teresa Ludovico ci ha restituito con tono leggero, frizzante, divertente e ricco di sfaccettature. La complessità degli intrighi orditi dalla moglie di Argante è specularmene retta dalla curiosa e attraente sceneggiatura.

Un palco in diversi livelli è creato a scandire la rete del potere. In alto si colloca il malato che, troppo preso ad immaginare i suoi acciacchi, non si accorge dei tradimenti che intanto si consumano sotto di lui. Proprio lì sotto appaiono e scompaiono gli oggetti e le relazioni che rendono tutto chiaro al pubblico mai lasciato nell’incertezza ma sorpreso e accattivato da brillanti battute e abiti parlanti, cuciti addosso alle peculiarità dei personaggi. Depositaria della verità è Antonia, serva fedele, in grado di dipanare la fitta trama delle relazioni segrete, per la conclusione con un happy end.

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