Il Ser.d di Gioia per ora chiude. Un altro servizio di cui Gioia si priva

Orientamento formativo e riorientamento

Orientamento formativo e riorientamento

Il Ser.d di Gioia del Colle, il servizio pubblico per le dipendenze patologiche del Sistema Sanitario Nazionale, dal 14 gennaio sospende la sua attività.

Tutto il suo personale e circa i 110 pazienti, molti dei quali avrebbe difficoltà economiche anche ad acquistare un biglietto di autobus per raggiungere la sede assegnata, verranno divisi tra il centro di Acquaviva, che si trova in via Milani in un locale a pian terreno nei pressi del vecchio ospedale Miulli, e di Putignano, presso la struttura di San Michele in Monte Laureto.

Ufficialmente si parla di sospensione e non di chiusura, nell’attesa che al centro gioiese possa venire assegnato il personale minimo, in particolare uno psichiatra, e che venga completata una struttura più idonea dove trasferire il servizio.

In realtà la struttura idonea ci sarebbe e si tratterebbe solo di fare piccoli lavori di adeguamento solo funzionale e non strutturale, nel palazzo ex Inam in via Ariosto, precisamente al terzo piano, vicino l’ambulatoria di psichiatria, con cui spesso il Serd si interfaccia e dove occorrerebbe trasferire i macchinari della riabilitazione.

Sulla questione del personale invece si tratterebbe di attivare le procedure per individuare la figura di uno specialista psichiatra che manca dal maggio del 2017 e viene sostituito dal personale a rotazione proveniente da altre strutture. In realtà la Asl sin dal maggio 2017 si attivò per trovare una figura idonea che, trovata, fu inviata a Monopoli per un tirocino, senza mai però arrivare a Gioia.

Ma una soluzione ci potrebbe essere se ci fosse la volontà da parte delle istituzioni di agire in fretta e potrebbe essere quella di trasferire il Serd di Acquaviva a Gioia del Colle e il problema sia strutturale sia del personale sarebbe risolto. Il distretto sanitario 5 continuerebbe ad avere un suo Serd a Grumo, mentre a Gioia continuerebbe a stare un Serd per tutto il distretto sanitario 13 con il personale adeguato e una struttura più che funzionale.

In ogni caso, trattandosi di sospensione del servizio, la Asl continuerà a sobbarcarsi i costi dei fitti, cosa che continua a fare per il palazzo a Paolo VI dov’era il Servizio di Igiene mentale e dove continua a permanere l’ufficio veterinario. A fare luce su questo aspetto l’avv. Giovanni Mastrangelo, candidato sindaco per le amministrative di Gioia del Colle, sta approntando una lettera da inviare alla Corte dei Conti per chiedere spiegazioni di questi costi e che sottoporrà alla firma di tutti i partiti e i movimenti civici gioiesi. Mastrangelo è anche in attesa di capire come si sta spendendo quel milione di euro stanziato dalla Asl per il potenziamento del nosocomio gioiese.

Il movimento Prodigio ha invece scritto al presidente della Regione Emiliano e al direttore della Asl Sanguedolce, ribadendo le promesse fatte di un miglioramento dell’efficienza della struttura fatte ufficialmente all’ex sindaco Lucilla un anno, ma che non hanno trovato, ad oggi, nessun effetto.

Occorre che le istituzioni si muovano, ma questa volta in maniera forte, perché un’altra perdita di un servizio così importanti, Gioia non se lo merita.