Salvini a Gioia del Colle tra fan, proteste e santi

L’arrivo del Ministro dell’Interno e segretario della Lega, Matteo Salvini, a Gioia del Colle per appoggiare il partito locale e il candidato sindaco del centrodestra, Giovanni Mastrangelo, ha visto la signora Maria coronare il suo sogno. È una signora anziana che si è fatta portare alla sede del comizio, in piazza Dalla Chiesa, da una ambulanza privata per coronare il suo sogno e abbracciare il suo idolo, donandogli un piccolo crocifisso.

Arrivato in una piazza non particolarmente piena alle 16.50, dopo una mattinata trascorsa in Salento, Salvini è salito sul palco ringraziando del dono e definendolo simbolo della nostra civiltà “Noi andiamo in Europa non solo per il lavoro e per l’immigrazione, ma anche per riscoprire le nostre radici e  i nostri valori e guari a chi toglie il crocifisso, il Presepe e Gesù Bambino”.

Diverse le risposte anche piccate a coloro che protestavano tra la folla, soprattutto quella più numerosa bloccata oltre le transenne dalle forze dell’ordine.

“Noi andiamo in Europa per mettere al centro l’Italia e gli Italiani. La prima battaglia da vincere è difendere l’agricoltura pugliese e italiana”. Ha poi elencato le leggi approvate in quest’anno di governo come quella sulla legittima difesa. Ha parlato dell’importanza delle votazioni del 26 maggio, giorno “di San Filippo Neri, patrono di Gioia del Colle”.

Come una rock star ha terminato la sua visita a Gioia concedendosi per oltre 40 minuti ai fans per i selfie.

Si diceva delle contestazioni. La protesta contro la venuta di Salvini è cominciata da Piazza Margherita di Savoia, punto di ritrovo di ragazzi e dei rappresentanti dei partiti e dei movimenti politici di centrosinistra. Primo blocco alla manifestazione pacifica è avvenuto su via Di Vittorio, quando le forze dell’ordine non volevano che il piccolo corteo raggiungesse la sede del comizio. Dopo una serie di discussioni i ragazzi ripartono e raggiungono il punto di accesso a piazza Dalla Chiesa. Lì un nuovo sbarramento delle forze dell’ordine che non hanno garantito a tutti l’entrata. Persino al candidato sindaco di centrosinistra Donato Paradiso hanno precluso l’ingresso e solo dopo diversi minuti di trattative con le forze dell’ordine ha potuto assistere al comizio. Poi tanti fischi, qualcuno ha intonato “Bella Ciao”, cori di protesta e nessun lenzuolo alle finestre.