ResExtensa “abiterà” il Teatro Rossini

barucchieri

Tra le quattro compagnie di danza riconosciute dal ministero dei Beni culturali ResExtensa è la più giovane. Da quest’anno abiterà il Rossini come compagnia residente avvalendosi come partner di Maccabè Teatro, di Enzo Toma, uno dei principali creatori di teatro e handicap in Italia.

Elisa Barucchieri, fondatrice e direttrice artistica della compagnia, come ResExtensa “abiterà” il Rossini?

“Il progetto è rivoluzionario perché prevede che artisti abitino i luoghi dedicati alle arti e li facciano vivere. Il Comune continuerà a gestire la stagione teatrale istituzionale, mentre noi offriremo le nuove proposte, il cartellone più contemporaneo e tutte le attività che vadano oltre la stagione”.

Quali i vantaggi?

“Gioia è il posto perfetto: è attiva, attenta, ha tante ricchezze che possono essere valorizzate: monte Sannace, il castello, il centro storico, la campagna, i mulini. Faremo di tutto per inventare nuovi modi di vivere e presentare questi luoghi. Anche se, purtroppo, vanno fatti i conti con le risorse. Dovremo inventarci azioni sostenibili, economicamente leggere ma di grande impatto”.

In che modo vi rapporterete alle compagnie locali?

Incontreremo tutte le realtà, ci faremo raccontare chi sono, cosa fanno e potremo definire una buona azione sinergica. Anni fa intraprendemmo una bellissima esperienza con le scuole di danza di Gioia : un progetto poi emigrato perché il cambio di direzione artistica nel teatro non ha voluto che continuasse”.

E per quanto riguarda le associazioni culturali?

“Possiamo offrire occasioni di crescita e confronto. Vogliamo trovare le forze attive sul territorio, e collaborare. Ma ResExtensa non è una sorta di ‘pozzo di San Patrizio’: le risorse saranno sempre poche. Noi ci ‘autosfruttiamo’ in teatro ogni giorno. Chi avrà voglia di sognare assieme a noi, facendosi ‘sfruttare’ quanto noi dall’arte, è assolutamente benvenuto”.

Quali saranno i vostri investimenti a livello di programmazione?

“Porteremo il Festival nazionale VD’A- Le Voci dell’Anima per nuove proposte di teatro e danza. Punteremo su Transitions Dance Company, The Trinity Conservatoire of Music and Dance, The Laban Centre, Londra. Intendiamo organizzare vari momenti di incontro e scambio per offrire importanti percorsi di formazione”.

Di cosa ha bisogno il nostro teatro?

“Prima era un luogo dinamico, potente. La stessa ResExtensa è nata qui. Grazie al sostegno del teatro Kismet e del Comune, tutti i nostri primi lavori sono nati su quel palco. Lavori che hanno inaugurato il centro della danza nazionale a Oslo e che hanno girato Europa e Stati Uniti. Nel corso degli anni tante vicissitudini hanno fatto sì che il teatro perdesse la sua identità: da evocare un senso di artisticità specifico e dinamico, è diventato contenitore di attività sparse. Il Rossini ha bisogno di crearsi un nuovo segno di distinzione e riconoscimento. Deve diventare dinamico, accogliente, vivace, di ineccepibile qualità”.

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