Regionali 2020/ Pavone: “Spero che i gioiesi possano esprimere una preferenza locale”

Milena Pavone ha accettato la sfida relativa alla prossima competizione elettorale per il rinnovo del Governo regionale ancor prima che la Puglia adeguasse il proprio sistema elettorale alla doppia preferenza di genere. Correrà a sostegno di Michele Emiliano, nella lista “Senso Civico – Un Nuovo Ulivo per la Puglia”.

Come nasce la tua candidatura?

Nasce in seno al gruppo della Bottega. Già in epoca pre-Covid, nei nostri regolari incontri, era emersa l’esigenza di sentirsi rappresentati, in queste elezioni regionali. Del resto, siamo un gruppo che, aldilà di una serie di pregiudizi, da anni coltiva l’intento di costruire un progetto ampio di sinistra, a Gioia. Era il momento giusto per misurarci e per comprendere, ad un anno dalle elezioni comunali, che direzione la nostra città vuole prendere. Grazie al rinnovato sostegno di buona parte del gruppo, ad alcuni preziosi contatti e dopo le opportune valutazioni personali, si è poi giunti all’ufficializzazione della mia candidatura.

In Consiglio comunale sei espressione de La Bottega, che a sua volta è espressione di LeU e Articolo 1, non avete pensato ad un passaggio dalla civica al partito anche per una opportunità legata alla necessità di avere referenti regionali?

Faccio subito una precisazione, la Bottega non è espressione di LEU e Articolo 1. Piuttosto una parte dei componenti la Bottega e altre persone esterne ad essa, hanno deciso di appoggiare (alle politiche del 2018) il progetto Liberi e Uguali, in seno al quale, insieme a Sinistra Italiana c’era anche Articolo 1, di cui sono stata coordinatrice locale. Alle regionali, la scelta di candidarmi nella lista Senso Civico – Un Nuovo Ulivo per la Puglia, va nella stessa direzione visto che in essa confluiscono esponenti del progetto LEU e soprattutto di Articolo 1. Quindi percorso coerente con quello già avviato due anni fa. Inoltre, quando ho incontrato i referenti della mia lista, con ruoli di rilievo nell’attuale Consiglio regionale, mi è stata subito chiara l’attenzione che intendono dare ai territori e alle istanze da essi provenienti. Un progetto completo, insomma.

Quale il valore aggiunto per Gioia, alla luce di una tua eventuale elezione in Consiglio regionale?

In quanto consigliere comunale, seppur da poco tempo, ho un osservatorio privilegiato di quelle che sono al momento le esigenze della nostra città e mi piacerebbe poterle rappresentare, pur nella consapevolezza del ruolo più impegnativo e totalizzante di un consesso ampio, ricco di sfide e decisamente stimolante per provare ad affermare le mie convinzioni. Credo che Gioia del Colle abbia bisogno di una spinta forte e un gioiese in Consiglio regionale potrebbe essere una buona occasione. È per questo che spero i gioiesi possano esprimere una preferenza locale. Stando alle candidature finora ufficializzate mi sembra che vi siano profili differenti che offrono ampio margine di scelta.

La tua candidatura da quale figura maschile è accompagnata e perché.

La mia candidatura, arrivata ben prima dell’adozione della doppia preferenza di genere, non è condizionata ad un “ticket” con una figura maschile in particolare. È chiaro che quando saranno presentate le liste cercheremo di capire gli equilibri di genere nei vari territori e decideremo di conseguenza, in funzione dell’idea di reciprocità e di opportunità “pari” che sta alla base di questo provvedimento.

La parità di genere quanto la consideri una vittoria e quanto una sconfitta per le donne.

Ritengo sia semplicemente una misura necessaria per garantire, in un tempo medio lungo, una presenza equa tra uomini e donne nelle istituzioni. È un obiettivo talmente difficile da raggiungere che credo non si possa più attendere per partire. Non è più il caso di farne una questione di vittoria o sconfitta di genere. Credo sia una questione di buonsenso civico, per le donne e per gli uomini, del futuro.

Il centrosinistra è assai frammentato a Gioia in questa tornata elettorale. Perché questa difficoltà nel percorrere una strada insieme?

Intanto percorriamo una strada comune che è quella di non consegnare la Puglia alla destra. Poi, ognuno dei candidati in campo ha storie personali e sensibilità politiche diverse, in nome della pluralità di voci che, per me, rappresenta sempre e comunque una ricchezza. E poi bisogna sgombrare il campo da certi luoghi comuni. Michele Emiliano è riuscito ad aggregare intorno a sé 14 simboli che non sappiamo se diventeranno 14 liste. Più insieme di così! Eppure, anche questa scelta ha sollevato una serie di polemiche. Spero davvero che gli elettori si sforzino di comprendere le ragioni effettive di alcune scelte politiche e che provino ad andare aldilà delle semplificazioni cui taluni esponenti politici ci hanno abituati, contando solo sul disagio e sulla rabbia di tanti cittadini.