Regionali 2020/ Capurso in lizza per il PD, punta a far rifiorire il “seme della comunità di sinistra”

Il suo nome è arrivato poco più di una settimana prima che ci fosse la consegna ufficiale delle liste. Il nome di Alessandro Capurso per il PD ha forse sorpreso molti, ma ancor di più gli esponenti del partito, a livello locale, con i quali pare che la candidatura non sia stata ragionata.


Come nasce allora?
La mia candidatura nasce per volontà del gruppo Piazza Grande che fa riferimento all’area Dem del gruppo di Franceschini, un’esperienza vissuta durante la candidatura di Zingaretti alle primarie. In quell’occasione ho conosciuto un paio di persone speciali, appartenenti ad un gruppo che fa riferimento ad Alberto Losacco e che ha deciso di esprimere una candidatura di territorio, di area. Non è quindi solo un nome di Gioia, ma rappresenta una territorialità più estesa e hanno individuato me per questa capacità di parlare e intercettare questa gente di sinistra, vicina al mondo dell’arte, della cultura, della fotografia che però dalla sinistra si era un po’ allontanata.

Parli di candidatura di territorio, ma è stata condivisa con la segreteria locale?
Il mio nome era stato fatto in direzione regionale, prima che lo sapessi. Laddove ci dovesse essere stato qualche errore di comunicazione, è forse imputabile al gruppo regionale che non ha informato la segreteria locale.

Dunque ti tiri fuori dalla faccenda?
Io sono di Gioia del Colle, sono nato qui e sono tesserato PD a Gioia. Su alcune cose non condivido l’assenza di protagonismo del PD, che nasce in primis dalla mancanza di una sede, pur rendendomi conto delle enormi difficoltà che si sono dal punto di vista strutturale. Sono colpe che non imputo alla segreteria locale. E’ chiaro che non avere un posto dove incontrarsi, ha distaccato un po’ le persone.

Ma hai incontrato il gruppo locale del PD?
Siamo ancora in periodo ferie e non tutti sono presenti. Da parte mia c’è un rapporto bidirezionale nei confronti del circolo cittadino. Ho chiesto loro un incontro e aspetto che ciò avvenga. Io sono le gambe di questo progetto. Una candidatura nata poco più di una settimana fa deve anche trovare il tempo di essere condivisa. Su di me c’è una scommessa di rinnovamento, è questo quello a cui ambisce chi mi ha candidato.

A quale risultato ambisci?
Il mio risultato deve essere un seme in cui la comunità di sinistra si deve ritrovare, così da far fiorire un territorio. Ricollegare Gioia ai posti che merita, anche in ragione del fatto che siamo baricentrici rispetto a tre mondi: Bari, Taranto e Matera. Tre mondi e tre identità diverse e particolari di cui potremmo essere la sintesi.

Sarai in accoppiata con qualcuno?
Non lo so. Rientra in un progetto che sarà valutato nei prossimi giorni perché se deve essere solo strumentale a qualche voto in più, non mi interessa. Se può essere funzionale in termini di idee, allora sì.

Quale il valore aggiunto che potresti portare in Consiglio regionale in caso di elezione?
Essere fuori dagli schemi e la capacità di porre attenzione ad un mondo che a volte è distante, di cui in questi ultimi 15 anni in Puglia ci si è occupati, ma si può fare ancora meglio.