Chiudere il centro è segno di civiltà

domenica eco2

Domenica 28 ottobre c’è stata la prima domenica ecologica.
Chiusura del centro abitato alle auto e spazio a passeggiate e biciclette.
Un’iniziativa tardiva si potrebbe dire, se solo analizzassimo cosa succede in ogni angolo del globo, ad iniziare dalla vicina Bari fino ad arrivare alle più importanti capitali europee. Dappertutto la zona pedonale è ormai sinonimo di rispetto dello spazio, del centro abitato, dell’aria che respiriamo, del recupero del silenzio in luogo del caos e dello smog delle auto.
Eppure, anche questa volta il giusto provvedimento di chiusura è stato fonte di qualche polemica.
Mi sembra davvero difficile pensare che ci possa essere qualcuno contrario ad un provvedimento così importante per la qualità della vita cittadina.
E la questione non può essere legata al cattivo o al bel tempo.
E’ un fatto concettuale. Significa dire a tutti: almeno per un giorno a settimana abbi rispetto del luogo dove vivi, rallenta, esci dall’auto.
A parte la considerazione sui pochi giorni piovosi che il meteo ci riserva ogni anno, chiudere il traffico agevola anche il commercio. Con l’auto posso guardare facilmente una vetrina ma di sfuggita. Se sono a piedi la vetrina posso guardarla meglio e mi può venire voglia di entrare nel negozio. Le griffe più importanti delle grandi città sono tutte ubicate in zone pedonali.
E poi c’è il recupero della socialità, di cui abbiamo tanto bisogno. Se sei costretto a scendere dall’auto, sarà più facile incontrare qualcuno con cui scambiare due chiacchiere.
La strada è stata tracciata, anche e soprattutto grazie alle associazioni del territorio, ma tanto altro rimane da fare. Occorre tempo per rendere questa un’abitudine, ecco perchè si doveva iniziare il prima possibile, fosse anche in autunno.
Serve anche una capacità sistematica di rendere vivo il centro ogni domenica, per convincere anche i più pigri a parcheggiare l’auto.
Capisco anche la lamentela di chi vive nel centro storico, o ancora qualcuno con problemi di deambulazione che deve attraversare la zona chiusa. Per loro si potrebbero trovare delle forme di deroghe, qualche facile idea si può trovare, ma non dobbiamo dimenticare che l’interesse pubblico e comune dei tanti viene prima di ogni altra cosa.
Il pericolo numero uno è demordere. Altre volte si è partiti con questo esperimento, ma poi tutto è tornato come prima.
La speranza è quella che almeno le cose positive, non vengano smantellate ad ogni nuova elezione.

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