Prodigio: su Coop Commissario e Regione proseguano con la Rigenerazione Urbana

Il Movimento Prodigio scende in campo a difendere le scelte compiute dall’Amministrazione Lucilla sulla questione Coop di Gioia del Colle, dopo le polemiche esplose ad un anno dalla chiusura del centro.

Negli ultimi giorni, ad un anno dalla chiusura di Coop prevista dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2017 si è tornati a discutere su diversi punti della vicenda. Oltre all’applicazione dell’art.38  del testo unico sull’edilizia, che prevedrebbe una sanzione pecuniaria per sanare eventuali vizi edilizi e sulla sanzione pecuniaria di circa 500 mila euro quantificata dall’Agenzia delle entrate, ritenuta per alcuni ancora ora insufficiente, non solo perchè calcolata su una parte ritenuta non conforme, rimarrebbe in ogni caso da sanare la questione urbanistica. Proprio su questo punto l’ Amministrazione Lucilla aveva individuato nello strumento della Rigenerazione Urbana, la possibilità di risolvere la questione tra Comune, Regione Puglia e Coop 3.0. Su questo dispositivo regionale creato per ricucire zone degradate al resto della Città con l’aiuto del privato, si era concentrata la passata legislatura, riuscendo a raggiungere l’importante obiettivo di strappare a Coop la sua adesione e partecipazione.

Tuttavia l’iter è lungo e per i 30 lavoratori del supermercato ora a casa il tempo corre.
Per Prodigio occorre che il Commissario prefettizio di Gioia del Colle, Umberto Postiglione, proceda in questo percorso già tracciato e avvii a stretto giro gli atti finali propedeutici alla definizione di un accordo di programma, in cui Regione, Coop e Comune diano applicazione al Piano. Per Coop significherebbe cedere i locali del piano superiore del centro ad uso pubblico come un asilo infantile e un’area verde attrezzata nella zona parcheggio, per il Comune significherebbe recuperare in primo luogo una zona che riqualificherebbe il quartiere e offrire dei servizi di pubblica utilità. Rimarcano la stessa richiesta al Presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, a cui hanno inviato una nota assai dettagliata sulla storia di quel centro.

Nell’incontro organizzato da Prodigio per spiegare questi passaggi si è stati chiari. “Tornare sulla questione dell’applicazione dell’art. 38 è fuorviante, né ci sarebbero i tempi tecnici per impugnare le scelte compiute a riguardo. Occorre dissipare i dubbi creati negli ultimi giorni”, ha evidenziato l’ex sindaco Donato Lucilla.  “Confido che si possa proseguire nell’iter tracciato affinchè si possa dare una risposta definitiva non solo ai dipendenti Coop ma a tutti i cittadini che si chiedono se quella struttura sarà il simbolo del degrado di Gioia o possa diventare un luogo che, contemperando interessi pubblici e privati, possa portare nuove opportunità di rigenerazione per la nostra comunità” ha concluso Lucilla.

Del resto, come ha sottolineato l’ex assessore all’urbanistica Daniela De Mattia a proposito del Piano Integrativo di Rigenerazione Urbana,“era stato fondamentale avviare una procedura, comunque complessa e articolata, con la Regione e con un avviso di evidenza pubblica, per affrontare per la prima volta in modo legittimo e sostenibile gli enormi danni causati da soluzioni urbanistiche non concordate con l’ente preposto alla verifica delle norme di rigenerazione urbana”. Quindi il Comune da solo non potrebbe risolvere il problema della questione urbanistica, che vede il centro Coop sorgere in una zona destinata a servizi pubblici, se non con un progetto studiato con la Regione e con partner privati.

L’incontro si è concluso con l’intervento del candidato sindaco di Prodigio, Donato Colacicco, che ha posto l’attenzione sull’impatto che eventuali risarcimenti danni delle parti potrebbe produrre su Gioia che, a questo punto, potrebbe davvero correre il rischio di un dissesto finanziario con la eliminazione di tutti i servizi offerti ai cittadini e con l’innalzamento delle tasse al massimo.