Prevenzione del tumore al seno. Convegno

convegno tumore seno 11nov12

Le malattie oncologiche rappresentano lo spauracchio della società contemporanea perchè colpiscono sempre più spesso in maniera indiscriminata. Tra le diverse tipologie il tumore al seno, che colpisce le donne, rappresenta una particolare forma invasiva perchè il seno “è un organo che ha un significato plurimo”; la maternità e la femminilità sono due delle caratteristiche tipicamente femminili di cui esso è il simbolo. è con questa riflessione che il prof. Vincenzo Lattanzio, medico chirurgo radiologo – senologo, ha aperto il convegno “Prevenzione del tumore al seno: attualità e prospettive” tenutosi sabato 10 novembre presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Publio Virgilio Marone”.

Ad introdurre il professore sono stati Vincenzo Lamanna e Maria Teresa Tracquilio, membri dell’associazione “Il Faro” da cui l’evento è stato organizzato. Quest’ultima si pone l’obiettivo di interessarsi a “tematiche vicine alla gente per poterle rendere un servizio” adeguato. Il prof. Lattanzio, oltre a ricoprire attualmente il ruolo di direttore del S.A.R.I.S (Servizio Autonomo Di Radiologia ad Indirizzo Senologico) del Policlinico di Bari,  Centro di Riferimento Regione Puglia, ha all’attivo numerose pubblicazioni, stage al’estero e attività di docenza presso L’Università “Tor Vergata” di Roma e la Scuola di Senologia diretta dal prof. Umberto Veronesi e una pluriennale formazione ed esperienza che lo rendono uno dei maggiori conoscitori della diagnostica senologica. La prevenzione è il mezzo più efficace per impedire al carcinoma di invalidare la vita umana e affinchè sia possibile è fondamentale l’attività di sensibilizzazione a “prendersi cura di sé” unitamente ad un servizio sanitario  efficiente e all’avanguardia.

Attualmente la forma di prevenzione accreditata è lo “screening” che consiste nell'”invito” fatto alle donne, di età compresa tra i 50 e 69 anni, a recarsi presso la struttura richiedente per verificare  attraverso una “mammografia a due proiezioni ” il loro stato di salute e per venire poi richiamate in caso di risultato positivo. “L’evoluzione tecnologica” ha dichiarato il prof. Lattanzio “ha reso possibile negli ultimi dieci anni ” di effettuare delle diagnosi che “lasciano poco margine all’errore. Il digitale ha permesso di disporre di una piattaforma su cui impiantare altre tecnologie tra cui la possibilità di poter prevedere attraverso l’uso del mezzo di contrasto la probabile reazione del paziente alla chemioterapia.” Ma a dispetto del possesso di sofisticati mezzi tecnologici “il sistema” ha sottolineato il professore “non dispone di altrettanti radiologi senologi qualificati”. Una dichiarazione, questa fatta dal prof. Lattanzio che suona come una denuncia verso un sistema che non si rinnova, che non si interroga su se stesso e che non si avvale spesso di capitale umano ed economico in grado di proteggere quel dono prezioso che è la vita.

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